Aprile 2010 - Sul Camino Inglés

Un cammino nel cuore della Galizia, tra pioggia, boschi e silenzio, fino all’approdo commosso davanti alla Cattedrale di Santiago.
March 13, 2026
Era aprile. In marcia sul Camino Inglés, da Ferrol, sul Golfo di Buscaglia, attraverso la Galizia: verso Santiago di Compostela. Mai vista una primavera più bella. Dal mare dopo pochi chilometri di asfalto il sentiero entrava in un bosco fitto: qui e là, seminascosta dalla vegetazione, la conchiglia, il segno per i pellegrini. Cadeva una pioggia leggera. La terra era umida e viva sotto ai nostri piedi, gli alberi carichi di foglie chiarissime sopra di noi, come un altro cielo. Il profumo di quella terra gravida di semi mi inebriava. 120 chilometri in sei giorni. A tratti perdevamo la strada. In una fattoria chiedevamo indicazioni. Il padrone ci aiutava e ci augurava in galiziano, sorridendo: “Vai con Deus”.
Ancora notte, e già di nuovo eravamo in cammino. Il canto aspro dei galli, la prima luce aurorale, il nostro silenzioso marciare: tutto mi sembrava preghiera. Nelle rogge di mota nera fiorivano calle candide, spontanee. Mi meravigliava, quel candore che nasceva dal fango. All’orizzonte le torri di Santiago, lontane ancora. Accelerare il passo, ansiosi di arrivare. Davanti alla Cattedrale, alta e massiccia come una parete di roccia, noi sbalorditi e muti. E pellegrini stanchi, poi, nella penombra materna della navata – figli, infine ritornati.

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