9 ottobre 1963 - L’onda

Il Vajont cancella Longarone, e tuo padre torna cambiato.
January 8, 2026
La notizia cominciò a trapelare solo all’alba del giorno dopo, a fatica. Linee telefoniche e tralicci elettrici saltati. Con Longarone non si comunicava: il gran silenzio delle calamità che annientano gli uomini. Il Monte Toc era franato dentro la diga del Vajont, un’onda alta 90 metri aveva cancellato il paese, di sotto: i bambini che dormivano, gli uomini davanti alle tv nei bar, Real Madrid – Glasgow Rangers. Saltò la corrente. Pochi minuti. Cancellati: 1917 morti, 1000 dispersi. A notte molto tarda suonò il telefono, a casa nostra a Milano.
Mio padre era un inviato del Corriere. Partì di corsa, il cuore in gola, affannato, senza sapere cosa avrebbe trovato. Viaggiò su un camion che portava le copie del quotidiano in quella valle. Ma a un certo punto, la strada non c’era più. Tutto era divelto. Restava solo fango. Ho una sua foto, all’alba, aggrappato al bordo dell’invaso vuoto, atterrito come su una voragine di nulla. Rimase via per giorni. Tornò una sera, la luce restò accesa fino a tardi in cucina. A voce bassa, raccontava a mia madre. A noi bambini non disse niente. Ma una faccia diversa, più segnata, aveva mio padre, tornato dal Vajont.
Come avesse rivisto un nemico che credeva di essersi lasciato alle spalle, in guerra. La Morte: vittoriosa, sfacciata, di nuovo.

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