Malinconie di Machado

La poesia di Antonio Machado, tra paesaggi, malinconia e nostalgia, racconta le emozioni e il legame con gli altri. Un Meridiano ne raccoglie l’intera opera poetica e una scelta di prose
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October 23, 2026
Mi verrebbe voglia di citare alcuni memorabili incipit dalla raccolta Solitudini (l’edizione definitiva è del 1907): «Era una mattina e aprile rideva»; «La sera cadeva/triste e polverosa»; «L’aurora spuntava/remota e sinistra»; «Ha ritmo oggi la vita/di onde che passano». Antonio Machado è stato anche, per sua continua ammissione, un poeta del paesaggio al servizio delle emozioni, laddove, però, l’io non è solo ma presuppone sempre, nel sentimento gli altri, una cordiale condivisione.
Qualche volta il verso si fa sentenzioso, tra moralità e metafisica: «Moneta che sta nella mano/forse si deve serbare;/la monetina dell’anima/si perde se non si dà». Tra le più leggibili e cantabili dell’oscuro Novecento, tutte le sue poesie (nella bella traduzione di Oreste Macrì) le troviamo in un Meridiano a cura e con due saggi introduttivi di Giovanni Caraveggi, che consiglio particolarmente a chi ama stare di casa nella malinconia e nella nostalgia. Insieme alle poesie il lettore troverà anche una scelta delle prose: molto belle quelle di «poetica e critica letteraria», a testimonianza d’un tempo ormai remoto, in cui i poeti leggevano i critici, i filosofi e i narratori, sapevano bene quel che dicevano, e non si crogiolavano nella beata e narcisistica ignoranza di oggi.

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