Caccia agli antenati per il doppio passaporto “salvavita”

di Fabio Carminati
Aumentano sempre più nel mondo le persone che avviano pratiche per ottenere una seconda cittadinanza: nel dicembre scorso il Canada ha semplificato le procedure e le richieste dall’America di Trump sono esplose
April 26, 2026
Caccia agli antenati per il doppio passaporto “salvavita”
AGENZIA DI FRONTIERA DEL REGNO UNITO CONTROLLI CONTROLLO AEREOPORTO AEREOPORTI/ IMAGOECONOMICA
C’è un popolo di invisibili che sfugge alle statistiche: quello dei migranti che non vogliono partire, ma che si assicurano però la possibilità di farlo ottenendo un doppio passaporto. Naturalmente dimostrando di avere avuto parenti diretti nati nel Paese straniero. L’ultimo segnale dell’esistenza del popolo dei migranti potenziali è arrivato nel dicembre scorso dal Canada. La nazione del nord dell’America, fin dalla rielezione di Donald Trump bersaglio principe di strali e sanzioni economiche, ha allentato alcune delle sue norme sulla cittadinanza per discendenza. E molti americani hanno iniziato a spulciare i propri alberi genealogici per verificare se potessero rivendicare la cittadinanza canadese. Per alcuni, la notizia ha suscitato un'improvvisa riflessione: un nonno dimenticato da tempo potrebbe sbloccare un secondo passaporto?
Questa è una domanda che si pone sempre più spesso in tutto il mondo, soprattutto tra la classe media. Perché è un “lusso” vietato ai disperati che affidano ogni giorno la propria vita, le speranze e tutto il denaro che possiedono a criminali che li traghettano attraverso il Mediterraneo o ai “coyote” che li infilano nei buchi della rete del Muro tra il Messico e gli Stati Uniti.
Ma il “sogno canadese” che scalza quello americano non è chiaramente l’unico: è diventato, ormai come tutto, un sogno globale. Riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui le persone concepiscono, oggi, il concetto di nazionalità. Per generazioni, i passaporti hanno indicato inequivocabilmente la provenienza di una persona. Adesso, invece, influenzano anche i luoghi in cui si può viaggiare, lavorare e vivere. Fino a tempi relativamente recenti, molti Paesi limitavano o proibivano la doppia cittadinanza, rendendo i doppi passaporti spesso inaccessibili. Tuttavia, con le tensioni geopolitiche sempre più crescenti in aree relativamente “calme”, le chiusure delle frontiere dovute alla pandemia e i mutamenti dei regimi dei visti che stanno rimodellando la mobilità globale – e con il lavoro a distanza che alimenta una popolazione crescente di “nomadi digitali” – un secondo passaporto viene sempre più visto come un modo per mantenere aperte diverse opzioni.
“L'aumento della doppia cittadinanza è anche alimentato da un crescente senso di incertezza politica”, sostiene Kristin Surak, professoressa associata di sociologia politica alla London School of Economics e autrice di The Golden Passport: Global Mobility for Millionaires. "Quelle che un tempo erano considerate democrazie stabili, ora non lo sembrano più così agli occhi di molti", ha spiegato l’esperta ai media di Oltremanica. "La Brexit ha spinto diversi cittadini britannici a cercare un nonno irlandese e ad acquisire la cittadinanza irlandese per mantenere i vantaggi dell'appartenenza all'Ue. L'estrema politicizzazione della politica statunitense negli ultimi anni ha avuto un effetto simile, spingendo le persone a cercare vie d'uscita”. Anche se non si trasferiscono immediatamente, o non si trasferiscono affatto, analizza sempre Surak, molti richiedenti desiderano la tranquillità di sapere che esiste una soluzione: "È la cittadinanza come polizza assicurativa". Un dato su tutti: dopo il referendum sulla Brexit del 2016, le richieste di passaporto irlandese sono aumentate vertiginosamente, poiché i britannici cercavano un modo per mantenere la libertà di movimento all'interno dell'Europa. Chiunque abbia un genitore o un nonno irlandese nato in Irlanda ha diritto alla cittadinanza irlandese e il Regno Unito consente la doppia cittadinanza. Tra il 2017 e il 2020, sono stati rilasciati oltre 350.000 passaporti irlandesi a persone residenti in Gran Bretagna, secondo il Ministero degli Affari Esteri irlandese.
E negli ultimi anni l’aumento delle pratiche per il riconoscimento della nazionalità per parentela è stato esponenziale, rivela alla Bbc l’avvocato italiano Marco Permunian, fondatore di Italian Citizenship Assistance . Permunian afferma che molte persone che sperano di ottenere la cittadinanza italiana inizialmente si avvicinano al processo con il desiderio di saperne di più sulla storia della propria famiglia.  “Sono curiosi di conoscere le origini dei loro antenati, da dove provenivano e la cultura e la lingua che costituiscono le radici della loro famiglia”, argomenta. Anche se poi, spesso, subentrano anche considerazioni pratiche: “Desiderano ottenere la cittadinanza europea pure per ragioni strategiche".
Anche per questo l' aumento delle richieste di cittadinanza per discendenza sta spingendo alcuni governi a ripensare le regole. L'Italia, tradizionalmente una delle mete più gettonate per chi rivendica la cittadinanza tramite parenti lontani, ha inasprito le sue leggi nel 2025 in risposta al crescente numero di richieste. Sono sorti freni alla cittadinanza automatica a coloro che hanno un genitore o un nonno nato in Italia, restringendo un sistema che in precedenza consentiva di estendere le richieste a molte generazioni precedenti. La Spagna lo ha fatto negli anni scorsi, per arginare l’ondata di “fughe” dall’America Latina.
La doppia cittadinanza può costituire però anche un piano di fuga, che in questi mesi in molti hanno messo in atto. In dieci anni, per esempio, molti venezuelani hanno richiesto la cittadinanza spagnola o italiana, facendo leva su legami familiari che risalgono alle ondate migratorie europee verso il Sudamerica tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Questi legami storici offrono ora ad alcuni dei loro discendenti un percorso legale verso una seconda cittadinanza. La fine del regime di Maduro (almeno per quanto riguarda gli estremi di violenza mentre la situazione resta caotica) e l’incertezza sul futuro sempre più “yankee” hanno riaperto il viaggio verso l’Europa. E qui i “secondi passaporti”, rimasti inutilizzati per molti anni, diventano un salvavita. Come in ogni grande e grave crisi: è avvenuto con l'inasprimento del controllo cinese su Hong Kong, tra il 2019 e il 2020 o il collasso economico dell'Argentina all'inizio degli anni 2000. In Medio Oriente o in Ucraina. Dove ogni modo per fuggire, anche ricordandosi di avere un nonno nato in Europa, in Canada o in Giappone, può servire a salvarsi la vita.

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