Piedi

La lavanda dei piedi diventa promessa di un amore umile che accompagna i discepoli senza abbandonarli.
April 2, 2026
Fuori la notte traditrice ringhiava il suo bisogno di sangue così lui li tenne stretti, in una noce di luce calda come un grembo, il profumo del pane spezzato e il calore del vino tingevano l’aria, profumavano ogni respiro, il silenzio divenne sacro quando Lui si alzò da tavola, movimenti liturgici, solenni e quotidiani, quando depose le vesti, e prese un asciugamano, e si cinse i fianchi, quando versò dell’acqua in un catino, canto sussurrato di timidi ruscelli a primavera dopo il disgelo. Poi prese tra le sue mani i piedi dei suoi discepoli.
Maestosa lentezza dei gesti, come se si fermasse a meditare, come se avesse paura di lasciarli andare, come se già vedesse la loro fuga, il loro ritorno, il loro martirio. Come se stesse scusandosi per la dolorosa passione che li stava attendendo, come se volesse trattenerli, proteggerli, trapiantare quelle radici impaurite direttamente alla destra del Padre. Non poteva, lo sapeva bene, doveva compiersi il cammino, deve sempre compiersi il cammino di ognuno. L’acqua scende, scorre tra le dita, sembrano le sue lacrime, promessa, camminerete ancora, sembra dire, e vi sentirete soli ma io sarò con voi, vi scongiuro di credermi, non vi abbandono, vi aspetto. Essere discepoli è sentire i nostri piedi tra le sue mani. 

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