Occhi di Cristo

Lo sguardo di Dio non spia né punisce: in Cristo diventa amore che vede, resta e salva.
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May 27, 2026
Si capiva che, molti anni prima, era stata una donna bellissima, era rimasto in lei qualcosa del fascino antico, una sorta di predisposizione alla seduttività, adesso però era devastata dalla malattia psichiatrica. Non mangiava più, non si lavava più, aveva paura, si nascondeva continuamente. Era convinta di essere spiata, sempre, parlava di una qualche entità suprema che non la mollava mai, si sentiva gli occhi addosso, poveretta, cercava solo di proteggersi. Che pena. Ricordarla, a distanza di tanti anni, mi riempie ancora il cuore di compassione.
Sembrava una sorta di Eva che, nell’Eden dopo aver mangiato il frutto proibito, tentava di nascondersi dallo sguardo di un Dio percepito vendicativo. Deve essere terribile voler nascondere il proprio corpo, sentirlo come una minaccia. Deve essere terribile immaginare Dio come un occhio sempre aperto e pronto a punire le nostre inadempienze, a spiare nell’intimo i nostri pensieri malvagi. Così ho pensato a Gesù, solo Cristo, il suo corpo, può narrare Dio, serve un corpo per giungere alla verità, ho pensato a Gesù quando si trova faccia a faccia con un tale che cerca la vita eterna e lui, “Gesù, fissatolo, lo amò”. Il tale se ne andò triste ma lo sguardo è rimasto, fisso, eterno, crocifisso alle nostre miserie ed entrare in quegli occhi è ciò che può salvarci.

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