Corpo convertito

La conversione passa anche dal corpo: prima dei ragionamenti, Huvelin chiede a Charles de Foucauld gesti concreti che lo portano davvero all’incontro con Dio.
April 26, 2026
Ottobre 1886, Parigi, un giovane entra in una chiesa per cercare risposta alle sue domande su Dio. Cercava dei corsi, catechesi, mangime per l’intelletto. Per fortuna quell’uomo incontra un prete diverso, nessuna spiegazione per lui, solo una serie ravvicinata di ordini, una provocazione per la nostra idea di libertà: mettiti in ginocchio, confessati, fai la comunione. Quel giovane si chiamava Charles de Foucauld, il prete era l’abbè Huvelin. Prete che ha avuto una lucidità incredibile soprattutto perché, con una sapienza da vero padre spirituale, riesce a coinvolgere il corpo di Charles nell’incontro con Dio, costringe il giovane ad uscire dal pericoloso mondo delle idee, non accetta di rimanere nel campo del confronto tra ipotesi, sa bene che per credere occorre franare con tutto se stessi in un’esperienza di incontro concreto.
Chiedi alle tue ginocchia di piegarti, prima di credere, prima di conoscere Dio, quindi non come risposta ma come antropologico atteggiamento per conoscere la verità. Parla, chiedi al tuo corpo di dare voce al suo passato, riconciliati, narra tutto ciò che con il tuo corpo hai passato in tutta la tua vita. E infine mangia, nutriti di Lui, inizia a stare in vita per Lui. Anche la conversione passa per il corpo, forse dovremmo ricordarcene più spesso e provare a guarire dai nostri religiosi intellettualismi.

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