Corpo consegnato

Cristo legato e consegnato continua a liberare, avvicinare e accogliere ogni vita
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June 13, 2026
“Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato”. (Mt 27,2). Il corpo di Cristo viene legato, incatenato. Agiscono sul corpo, non sulle idee. Le mani immobili sono quelle che hanno guarito, accolto, spezzato il pane, ridato la vista, risollevato dal peccato. Quelle mani facevano paura perché liberavano l’uomo, slegavano i corpi. Lo condussero via, movimento opposto all’incarnazione, colui che svuotò se stesso, non considerando un tesoro geloso l’essere come Dio, per venirci incontro ora è allontanato, portato altrove.
Lo stesso corpo che fino a poco tempo prima veniva cercato dalle folle per essere almeno sfiorato. E poi consegnato. Che è il contrario di accolto. Il corpo rifiutato. In un versetto il corpo di Cristo, che non subirà mai passivamente la passione ma che la sceglierà, vero sovrano, ci accompagna a scoprire quali sono le mosse principali per liberare umanità dalle nostre storie. Slegare le possibilità di vita che ogni storia promette. Condurre vicino, cioè lasciare entrare le vite degli altri, perché possiamo comprendere solo ciò che amiamo. E infine accogliere, il contrario di consegnare, accogliere la vita così come è perché nulla è muto, nulla è orfano della sua presenza.

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