Corpo (finale)
Il corpo è scandalo e promessa: carne in cui l’Amore si fa visibile
“Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire.” (Mt 27,1). Il corpo di Cristo è ingombrante, scandaloso, la decisione è quella di sbarazzarsene. Sembra trama legata agli eventi di duemila anni fa invece il corpo di Cristo continua a essere scandaloso perché costringe l’amore, per essere credibile, a incarnarsi. Per Cristo l’essenziale non è invisibile agli occhi, al contrario, l’essenziale, cioè l’Amore, va reso visibile nei corpi, ospitato, manifestato.
Cristo con il suo corpo non fa altro che celebrare l’umano, mostrando che la carne dell’uomo è lo spazio per la possibile epifania del divino. Cristo non ha solo predicato, non ci ha lasciato un libro, dei comandamenti astratti ma ha agito direttamente sulle nostre paralisi, sulle nostre cecità, sulla lebbra che ci esilia dalla fraternità. Estromettere il corpo porta a ridurre la fede a un’ideologia tra tante. Recuperare il corpo non è scadere nel miracolismo ma comprendere profondamente cosa significhi essere salvi, cioè come divinizzare la nostra vita.
Il nostro corpo non è altro che una concreta supplica al Signore perché la fame di vita che lo abita sia assunta e dilatata a vita eterna. Il corpo è indispensabile perché dice il già e il non ancora della nostra vita per Cristo, con Cristo e, finalmente, in Cristo.
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