Il nuovo insensato attacco di Trump a Giorgia Meloni
di Redazione
Su truth il presidente americano posta una foto della premier che lo guarda e una scritta: "Serve un ordine restrittivo". Calenda: ignobile bullo. Per ora Palazzo Chigi tace

Nuovo attacco del presidente americano Donald Trump contro la premier Giorgia Meloni. Ieri pomeriggio (le 22.51 di domenica in Italia) su Truth il presidente ha postato un meme con la presidente del Consiglio che lo guarda adorante: il tutto è accompagnato dalla didascalia "serve un ordine restrittivo".
Palazzo Chigi, impegnato nella preparazione del vertice della Nato ad Ankara, al quale lo stesso parteciperà lo stesso Trump, non ha reagito. È la seconda, pesantissima provocazione della Casa Bianca nei confronti della presidente del Consiglio. Dopo il vertice del G7 di metà giugno a Evian, in Francia, Trump aveva detto che Giorgia Meloni lo aveva supplicato di farsi una foto con lui, circostanza ovviamente smentita con decisione da Meloni.
Una delle primissime reazioni arriva sui social da Carlo Calenda, leader di Azione: "Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio". Nella notte Giorgia meloni si sarebbe consultata con il ministro degli Esteri Tajani e al momento la linea resta la stessa: non accettare la provocazione, restare fermi sull'agenda prevista per il vertice di Ankara di domani e dopodomani, a cui parteciperà lo stesso Trump.
In tarda mattinata anche il ministro Tajani ha commentato, parlando Sly Tg24, allargando il suo pensiero alle relazioni tra Italia e America: «Sono dichiarazioni che si commentano da sole. Noi fin dall'inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a dichiarazioni di questo tipo, quindi andiamo avanti e siamo convinti che le relazioni transatlantiche vadano ben al di là delle singole dichiarazioni. Noi siamo amici degli Stati Uniti, che sono un partner strategico. Sono la parte dell'Occidente più importante insieme all'Europa, quindi a noi questo interessa. Le relazioni con gli Stati Uniti sono fondamentali da tutti i punti di vista: commerciali, politici, strategici. Siamo stati alleati negli Stati Uniti con Obama, con Clinton, con Bush, con Reagan, con Biden. Il problema per noi non esiste, quindi andiamo avanti, procediamo sulle relazioni politiche molto importanti».
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