Corpi vivi
Una riflessione sulle parole e sui corpi vivi: quelli che non si lasciano addomesticare, ma interrogano, inquietano e mettono in cammino, fino alla domanda decisiva di Cristo: «Che cercate?».
“Io cerco, come credo tutti, semplicemente, parole vive, corpi vivi, il filo di un elettrocardiogramma che traccia l’ecografia di una voce nel deserto”, queste splendide parole sono di Francesca Serragnoli, poetessa e cara amica. Francesca cerca parole e corpi vivi, lei dice che questo è semplice, che tutti cercano vita, ma non è affatto vero, purtroppo. Lei cerca perché lei è viva. Spesso invece la vita spaventa. Le parole vive sfuggono, sono impossibili da domare, interrogano, deludono, chiedono cammini e conversioni, le parole vive ardono, non si lasciano catturare.
Così i corpi, quelli vivi, non si lasciano domare, costringono a un cambio di passo, a un cambio di ritmo cardiaco, coinvolgono, compromettono. Leggendo queste sue parole si viene catapultati nel deserto, sembra di essere come i discepoli di Giovanni il Battista, lui che era stato un elettrocardiogramma pulsante tra le pietre riconosce, sul filo dell’orizzonte, un corpo decisamente vivo, un corpo finalmente definitivamente vivo, è quello di Cristo, sembra allungare la scia luminosa della cometa di Betlemme, il profeta non può che indirizzare i suoi discepoli alla sequela. Arrivati a un passo dal Cristo ecco le prime parole, le parole vive di un corpo vivo: “Che cercate?”. Perché noi siamo corpi vivi solo quando una domanda ci uncina la carne del cuore.
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