La scadenza anticipata e l'ipotesi di una proroga in due tempi: il giallo sulla riduzione delle accise
Nel testo del decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale non si parla di 21 giorni. La nuova deadline è il 10 maggio. Palazzo Chigi: «Arriverà un altro decreto che la estenderà fino al 22 maggio»

Giallo sulla proroga del taglio delle accise. Nel testo del decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale non si parla di 21 giorni, il periodo temporale annunciato nel comunicato ufficiale. La data di scadenza è stata anticipata al 10 maggio. Un’incongruenza che ha subito fatto drizzare le orecchie al Codacons: «Il Governo chiarisca», si legge in una nota diffusa oggi. Secondo fonti dell’esecutivo, però, non ci sarebbe nessun passo indietro. Nei prossimi giorni, hanno fatto sapere, non appena sarà quantificata la disponibilità di risorse derivanti dall'extragettito Iva sui carburanti, attesa entro circa dieci giorni, arriverà un altro decreto, stavolta ministeriale, che estenderà la riduzione delle accise fino al 22 maggio. La strategia è una proroga in due tempi. Non ci sarebbe, dunque, nessun ripensamento all’orizzonte. La questione è giuridica e contabile.
Ad annunciare i 21 giorni era stata la stessa premier Giorgia Meloni, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri di giovedì, il giorno del Piano casa. «Il Cdm ha licenziato la proroga del taglio delle accise per altre tre settimane», aveva detto la presidente del Consiglio. E aveva aggiunto: «Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 centesimi al litro), e lo abbiamo diminuito per la benzina a un taglio di 5 centesimi delle accise, che corrisponde più o meno al 6% sul prezzo del carburante».
Cifre che sono state confermate dal testo pubblicato in Gazzetta ufficiale. Diverso, invece, il destino della data di scadenza della proroga, anticipata al 10 maggio. Questo il casus belli dell’intervento a gamba tesa del Codacons: «Mentre nella conferenza stampa di giovedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato la proroga del taglio fiscale per 21 giorni - si legge nella nota - si scopre che nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale lo sconto sulle accise varrà solo per nove giorni, dal 2 maggio al 10 maggio. Una durata del tutto inadeguata considerata la situazione di crisi in atto e i livelli ancora molto elevati dei listini alla pompa. Il rischio concreto è che, alla luce del decreto pubblicato in GU, a partire dal prossimo 11 maggio il prezzo del gasolio torni a salire sopra i 2,3 euro al litro, piazzando l'Italia al vertice della classifica europea del caro-diesel». E ancora: «Intanto oggi sulla rete si registrano i primi rincari per la benzina, con i prezzi che tuttavia non hanno ancora risentito pienamente della riduzione dello sconto sulle accise. Una volta che il minor taglio fiscale sarà interamente trasferito sui listini ai distributori, un pieno di verde costerà 9 euro in più».
Da qui, la precisazione arrivata da fonti di Palazzo Chigi. Che hanno assicurato sulla fattibilità del secondo decreto in arrivo tra qualche giorno, a ridosso della prima scadenza, quando si conta di avere circa altri 200 milioni di risorse dal maggior gettito legato all'Iva incassata con gli aumenti degli ultimi periodi. In questo modo si arriverebbe alle tre settimane annunciate dalla premier. Fonti del governo avevano rivelato giovedì che le coperture sarebbero state trovate con le sanzioni dell'Antitrust e l'extragettito Iva. Evidentemente, il ricavato delle multe era già quantificato, mentre l'aumento delle tasse era ancora da definire. Quindi, il Governo ha dovuto spezzare in due la proroga.
Una conferma sull'impegno ad estendere il taglio delle accise è contenuta anche, nero su bianco, nella relazione tecnica del decreto che accompagna il testo in Parlamento e che non viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale. «Le predette misure - è scritto nella relazione tecnica - saranno applicate nel periodo dal 2 maggio 2026 al 10 maggio 2026 e prorogate, alla luce dei dati disponibili allo stato, per ulteriori 12 giorni». Nel frattempo, è arrivata una buona notizia riguardo al gas. L'Italia ha riempito quasi il 50% delle scorte per il prossimo inverno, contro il 32,7% dell'Ue e il 25,7% della Germania. Il risultato arriva dopo un mese esatto dall'avvio degli stoccaggi, con il prezzo ai massimi dallo scorso 14 aprile. Gli operatori italiani hanno già comprato metano per riempire il 90% delle scorte, e il prodotto arriverà nei prossimi mesi. Il gas non mancherà il prossimo inverno, anche se le bollette saranno più salate, per il rincaro delle quotazioni.
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