Capelli
Yeats legge l’Annunciazione come uno sgomento d’amore: il corpo di Maria diventa ascolto, grembo e dimora del divino.
“Triplice sgomento dell'amore: un bagliore di fiamma nel cavo di un orecchio”, inizio folgorante per questa poesia di William Butler Yeats, “la madre di Dio”, che ci porta nel cuore dell’amore divino che sgomenta illuminando con bagliore di fiamma il cavo di un orecchio umano. Orecchio, parte del corpo che non sarà mai più la stessa da quel giorno d’annunciazione, da allora sembra fatta da sempre e per sempre solo per raccogliere scintille d’Infinito, ciotola e conchiglia per la Parola di Dio, mani giunte per un fuoco che scalda e ingravida.
Un amore divino che elegge un corpo di donna a cielo custode di una “stella caduta che il mio latte sostenta”, amore divino che chiede a quel corpo di ragazzina di tornare a farsi domande fondamentali “che cos'è questa carne che acquistai con dolore (…) questo amore che arresta il mio sangue nel cuore o mette un freddo improvviso nelle ossa e fa rizzare i capelli?”. Poesia corpo, poesia d’incarnazione, a ricordarci che ogni parte di noi, dall’orecchio ai capelli, ogni parte esiste solo per essere disposta alla teofania. In Genesi, dopo il peccato, erano corpi che si nascondevano dal suo sguardo, Maria non si nasconde, lei si offre, questo è il suo corpo e con lei riporta ogni parte del nostro essere a verità. Quella di essere giardino di un Dio che ama passeggiare con noi, in noi.
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