Il Papa: basta cercare la pace con le armi, serve una diplomazia del dialogo
Il Papa ai diplomatici: stop alla logica militare, rilanciare dialogo, fiducia e istituzioni per bene comune e tutela dei più fragili nel mondo diviso

L’appello a superare la logica delle armi, che oggi sembra tornare a imporsi nelle relazioni internazionali, per riscoprire invece una diplomazia fondata sul dialogo e sulla ricerca sincera della pace, è stato al centro del discorso che stamattina il Papa ha rivolto agli ambasciatori di Sierra Leone, Bangladesh, Yemen, Rwanda, Namibia, Maurizio, Ciad e Sri Lanka in occasione della presentazione delle Lettere credenziali presso la Santa Sede. Un incontro segnato anche dal riferimento alla prossima solennità della Pentecoste, evocata come immagine di unità nella diversità dei popoli e delle lingue.
Il Papa ha accolto cordialmente i nuovi rappresentanti diplomatici, chiedendo loro di trasmettere ai rispettivi capi di Stato il suo saluto e l’assicurazione della preghiera per le nazioni e i loro cittadini. Un gesto che sottolinea il carattere universale della missione della Santa Sede e l’attenzione per le diverse realtà del mondo, spesso segnate da tensioni e fragilità. Proprio il contesto internazionale attuale, attraversato da conflitti e contrapposizioni, ha fatto da sfondo all’invito del Pontefice a ripensare il ruolo della diplomazia. In un tempo in cui – ha osservato – la pace viene cercata anche attraverso il ricorso alle armi, come condizione per affermare il proprio dominio, diventa urgente riscoprire una diplomazia che promuova il dialogo e costruisca consenso a tutti i livelli, da quello bilaterale fino a quello multilaterale. Un dialogo che, per essere autentico, deve essere animato da un desiderio sincero di trovare vie di pace e deve recuperare un linguaggio chiaro, capace di esprimere la realtà senza distorsioni né ostilità.
Solo in questo modo, ha sottolineato il Papa, si possono superare incomprensioni e ricostruire relazioni di fiducia tra i popoli. Ma la chiarezza e la cortesia del confronto non bastano. Serve una conversione più profonda, che porti a superare interessi particolari per orientarsi al bene comune. Nessuna società, ha ammonito, può dirsi giusta e umana se misura il proprio successo esclusivamente in termini di potere o prosperità, dimenticando chi vive ai margini. Il richiamo alla centralità delle persone più fragili è stato uno dei passaggi più intensi del discorso. Il Papa ha ribadito che l’amore di Cristo per i più piccoli e dimenticati spinge a rifiutare ogni forma di egoismo che rende invisibili i poveri e i vulnerabili. Una prospettiva che interpella anche l’azione diplomatica, chiamata a farsi strumento di solidarietà e di attenzione concreta alle periferie del mondo. In questo quadro, il Pontefice ha richiamato l’importanza delle organizzazioni internazionali, definite strumenti indispensabili per la risoluzione dei conflitti e la promozione della cooperazione. In un mondo segnato da crescenti divisioni geopolitiche, queste istituzioni devono essere rafforzate, rese più rappresentative ed efficaci, e orientate sempre più all’unità della famiglia umana.
Agli ambasciatori il Papa ha quindi indicato il valore del loro servizio come ponte di fiducia e collaborazione tra i rispettivi Paesi e la Santa Sede. Un compito che può contribuire a rilanciare l’impegno per il dialogo e a richiamare l’attenzione internazionale su quelle realtà troppo spesso trascurate. Infine, il Papa ha assicurato il sostegno della Segreteria di Stato e dei dicasteri della Curia romana per l’esercizio delle nuove responsabilità diplomatiche. Ha quindi invocato la benedizione di Dio sugli ambasciatori, sulle loro famiglie e sulle nazioni rappresentate, auspicando che il loro lavoro contribuisca a costruire fondamenta più solide per un mondo più giusto, fraterno e pacifico.
In ognuno degli otto Paesi dei nuovi ambasciatori la Chiesa gioca un ruolo di rilievo e contribuisce alla crescita della società e delle comunità locali:
Sierra Leone
La presenza della Chiesa cattolica è significativa, soprattutto nel campo educativo e sanitario, dove svolge un ruolo riconosciuto anche a livello pubblico. I rapporti con la Santa Sede sono stabili e improntati alla collaborazione, in particolare sui temi della pace, della riconciliazione dopo la guerra civile e della promozione umana.
La presenza della Chiesa cattolica è significativa, soprattutto nel campo educativo e sanitario, dove svolge un ruolo riconosciuto anche a livello pubblico. I rapporti con la Santa Sede sono stabili e improntati alla collaborazione, in particolare sui temi della pace, della riconciliazione dopo la guerra civile e della promozione umana.
Bangladesh
Minoranza religiosa in un Paese a maggioranza musulmana, la Chiesa cattolica è apprezzata per il contributo nel sociale, nell’istruzione e nel dialogo interreligioso. Le relazioni con la Santa Sede sono buone e si fondano sulla difesa della libertà religiosa e sulla promozione della convivenza pacifica tra le comunità.
Minoranza religiosa in un Paese a maggioranza musulmana, la Chiesa cattolica è apprezzata per il contributo nel sociale, nell’istruzione e nel dialogo interreligioso. Le relazioni con la Santa Sede sono buone e si fondano sulla difesa della libertà religiosa e sulla promozione della convivenza pacifica tra le comunità.
Yemen
La presenza cattolica è molto ridotta e legata soprattutto a operatori umanitari. In un contesto segnato da conflitti e instabilità, la Santa Sede mantiene rapporti orientati alla tutela della libertà religiosa e all’assistenza umanitaria, sostenendo iniziative di pace e di aiuto alle popolazioni colpite.
La presenza cattolica è molto ridotta e legata soprattutto a operatori umanitari. In un contesto segnato da conflitti e instabilità, la Santa Sede mantiene rapporti orientati alla tutela della libertà religiosa e all’assistenza umanitaria, sostenendo iniziative di pace e di aiuto alle popolazioni colpite.
Rwanda
Paese a forte presenza cattolica, la Chiesa ha un ruolo rilevante nella vita sociale e nella riconciliazione nazionale dopo il genocidio del 1994. I rapporti con la Santa Sede sono consolidati e caratterizzati da collaborazione su temi pastorali, educativi e di promozione della pace.
Paese a forte presenza cattolica, la Chiesa ha un ruolo rilevante nella vita sociale e nella riconciliazione nazionale dopo il genocidio del 1994. I rapporti con la Santa Sede sono consolidati e caratterizzati da collaborazione su temi pastorali, educativi e di promozione della pace.
Namibia
La Chiesa cattolica è una componente importante del tessuto religioso e sociale, attiva in particolare nell’educazione e nella sanità. Le relazioni diplomatiche con la Santa Sede sono cordiali e si sviluppano nel sostegno alla giustizia sociale, allo sviluppo sostenibile e al dialogo tra le comunità.
La Chiesa cattolica è una componente importante del tessuto religioso e sociale, attiva in particolare nell’educazione e nella sanità. Le relazioni diplomatiche con la Santa Sede sono cordiali e si sviluppano nel sostegno alla giustizia sociale, allo sviluppo sostenibile e al dialogo tra le comunità.
Maurizio (Mauritius)
In una società multireligiosa, la Chiesa cattolica gode di riconoscimento e contribuisce al dialogo tra le fedi. I rapporti con la Santa Sede sono positivi e si concentrano sulla promozione della convivenza armoniosa, della dignità umana e della coesione sociale.
In una società multireligiosa, la Chiesa cattolica gode di riconoscimento e contribuisce al dialogo tra le fedi. I rapporti con la Santa Sede sono positivi e si concentrano sulla promozione della convivenza armoniosa, della dignità umana e della coesione sociale.
Ciad
La Chiesa cattolica è una realtà significativa, attiva soprattutto nell’assistenza e nell’istruzione in un contesto segnato da fragilità economiche e tensioni sociali. I rapporti con la Santa Sede sono improntati alla collaborazione per la pace, il dialogo interreligioso e lo sviluppo umano integrale.
La Chiesa cattolica è una realtà significativa, attiva soprattutto nell’assistenza e nell’istruzione in un contesto segnato da fragilità economiche e tensioni sociali. I rapporti con la Santa Sede sono improntati alla collaborazione per la pace, il dialogo interreligioso e lo sviluppo umano integrale.
Sri Lanka
Con una presenza cattolica radicata, la Chiesa svolge un ruolo nel dialogo tra le diverse componenti etniche e religiose del Paese. Le relazioni con la Santa Sede sono solide, con particolare attenzione alla riconciliazione nazionale dopo gli anni del conflitto civile e alla tutela della libertà religiosa.
Con una presenza cattolica radicata, la Chiesa svolge un ruolo nel dialogo tra le diverse componenti etniche e religiose del Paese. Le relazioni con la Santa Sede sono solide, con particolare attenzione alla riconciliazione nazionale dopo gli anni del conflitto civile e alla tutela della libertà religiosa.
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