Capelli profumati

Il profumo versato su Gesù sembra spreco, ma è amore puro, totale, incarnato. Un gesto che prepara la sepoltura e riempie anche la morte di eternità.
April 1, 2026
“Versando quest’olio profumato sul mio corpo, lei lo ha fatto per la mia sepoltura”, nel cuore della casa di Simone il lebbroso si è appena sprigionato un profumo incontenibile, preziosissimo olio balsamico contenuto in un’ampolla d’alabastro. Una donna a versare quell’olio sul capo di Cristo. Gesto di una delicatezza commovente. Uno spreco sibilano adirati i discepoli mentre i capelli di Cristo rendono percepibile ai sensi l’invisibilità dell’aria. Uno spreco, hanno ragione i discepoli, si potevano usare quei soldi per i poveri, ma un cristianesimo senza spreco non è cristianesimo.
Spreco di bellezza, spreco di profumo, spreco d’amore, spreco di perdono… incomprensibile la Passione senza questa lezione. I capelli di Gesù si offrono alle mani della donna, il suo corpo non si trattiene, nessuna lezione teorica, ancora una volta la verità passa dalla concretezza di ciò che siamo, ancora una volta un corpo a ricordarci che la nostra fede non può essere solo assenso ad un’idea ma coinvolgimento, totale, pieno, fisico, una consegna di noi stessi, come solo lo spreco amoroso prevede. Olio profumato sul corpo di Cristo in vista della sua sepoltura, anche la morte conoscerà la fragranza dell’Eternità.

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