Da condimento a ingrediente principale

A volte c'è bisogno di compiere scelte che diano un senso profondo a ogni gesto e azione. È quello che è accaduto a F., arrivata al Monastero Benedettino di Bastia Umbra con tante esperienze alle spalle e con un grande desiderio nel cuore...
February 12, 2026
Da condimento a ingrediente principale
Condimenti e portate principali
F. sapeva che venendo a trovarci avrebbe dovuto mettere in discussione le sue scelte di vita, le sue preoccupazioni, le sue attese e in alcuni casi anche le sue pretese. Quando è arrivata da noi, ha deciso di raccontarci la sua esperienza di donna forte, coraggiosa, attenta ai bisogni del prossimo. Lo ha fatto senza troppi filtri. E ha condiviso anche il desiderio di dare a tutto questo un orientamento nuovo, una scelta di vita che le permetta di dare significato e senso a ogni buona azione. Perché a volte è proprio così: si fanno molte attività, volontariato, progetti di solidarietà. Ma si cerca una scelta che dia senso a tutto, che custodisca tutto. Un significato di vita eletto e scelto liberamente, ogni giorno, affinché ciascuno di questi gesti possa ritrovare una profondità che vada aldilà del tempo e dello spazio. F. ha dedicato molto del suo tempo proprio ad esperienze di prossimità, di volontariato, e aveva l'esigenza di ridare un senso nuovo a tutto questo. Si è accorta che era lei, adesso, che necessitava di ascolto, di un tempo per fermarsi, per stare in silenzio più che per fare, un tempo per sentirsi accolta indipendentemente da ciò che poteva donare. Alla riscoperta di ciò che voleva invece essere.
Un proverbio dice che il prezzemolo sta bene in ogni minestra, ossia che fa bello e buono ogni piatto, ogni portata, e F. Mi ha ricordato proprio questa esperienza: rendere bello e buono ciò che si fa, piccole o grandi azioni del quotidiano. F. ha sempre avuto lo stesso effetto; ma poi arriva un tempo in cui è necessario fermarsi, scegliere e riscegliere in virtù di cosa vuoi che resti, al di là delle opere. F. aveva bisogno forse di ritrovarsi per trovare nuove strade, nuove vie, non tanto del fare ma dello stare, dell’essere. E allora non essere soltanto un condimento, ma un ingrediente principale, che dà carattere e forza, seppur nella semplicità. Non è stato un incontro estemporaneo, ma un percorso che ha richiesto tempo, gradualità, introspezione, un processo lento e paziente che ha però permesso ad F. non tanto di cambiare le cose da fare, ma di scegliere con quale profondità fare quelle già conosciute. Senza farsi delimitare dallo spazio e il tempo, ma consegnando al domani risorse nuove, prospettive, che vanno al di la di ciò che pensiamo, perché fondate sull’amore agapico, che trascende ogni gesto e ogni azione.

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