Si rafforza l'intesa Roma - Berlino: che cosa hanno concordato Meloni e Merz

Italia e Germania firmano un Protocollo di cooperazione strategica e un accordo su sicurezza e difesa. La premier: «Ho chiesto a Trump di riaprire la configurazione del Board per Gaza, spero che potremo dargli il Nobel per la pace»
January 23, 2026
La premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz durante il vertice Italia Germania a Villa Doria Pamphili, a Roma
La premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz durante il vertice Italia Germania a Villa Doria Pamphili, a Roma /REUTERS
«L’Europa deve scegliere se intende essere protagonista del suo destino o subirlo». Le prime parole della premier Meloni nel punto stampa con il cancelliere Friedrich Merz, al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania a villa Doria Pamphili, a Roma, sono il primo acuto di una conferenza che tocca tutti i temi più caldi del momento. Dal tanto discusso «Board of Peace» per Gaza lanciato da Trump a Davos (da cui entrambi non si sfilano, ma per aderire chiedono che cambi strutturalmente), alla guerra in Ucraina, fino al futuro della Groenlandia.
Una questione, quest’ultima, da affrontare all’interno dell’Alleanza atlantica, ha sottolineato Meloni, che su questo punto è tornata a marcare la propria distanza dal tycoon parlando di metodi Usa «discutibili». Ma allo stesso tempo ha invitato a utilizzare un approccio «non istintivo» con Washington e si è augurata che il titolare della Casa Bianca possa «fare la differenza» per la fine del conflitto tra Russia e Ucraina, così che «finalmente anche noi potremo candidarlo al Nobel per la pace»; oltre a rimarcare che l’asse con Trump rimane «solido». Per questo la premier ha insistito, chiedendo un approccio pragmatico e non istintivo alle relazioni con Washington ed evitando «infantilismi» nella lettura della politica estera.
Se sui dossier internazionali i punti interrogativi restano tanti, su un punto non sembrano esserci dubbi, sentendo parlare Meloni e Merz. «Italia e Germania sono più vicine che mai», ha assicurato la premier. «Si muovono nella stessa direzione» e hanno «obiettivi comuni». «Abbiamo deciso di rafforzare la nostra cooperazione». I due leader europei hanno infatti firmato il protocollo per un Piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata, un’intesa in ambito sicurezza, difesa e resilienza e un documento congiunto sulla competitività che verrà trasmesso alla Commissione Europea in vista dell’incontro informale del 12 febbraio su questo tema: al suo interno, la previsione di un fondo dedicato alla competitività dentro il bilancio Ue. L’incontro ha portato inoltre allo scambio di una decina di accordi governativi.
Un momento saliente del punto stampa è stata la risposta della Meloni quando, dopo una domanda del giornalista de "La Stampa" sulla salute mentale di Trump e sul rischio che diventi un problema per la sicurezza mondiale, ha alzato i toni, stizzita: «Anche questo non mi pare un modo serio per affrontare la politica internazionale. Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti, questi stessi discorsi li ho sentiti fare su Biden e addirittura su di me quando mi sono dovuta assentare cinque giorni perché non stavo bene. Credo che occorra fare i conti con leader che sono eletti e scelti dai propri cittadini e con i quali noi ci interfacciamo, perché non siamo noi a scegliere chi governa negli altri Paesi». 
Tra i punti chiave c’è la questione dell’immigrazione, come ha spiegato Meloni. «C’è sintonia» con Berlino, ha detto la premier. «Italia e Germania pensano che la sfida principale sia nella difesa dei confini esterni dell’Unione, nel contrasto al traffico di esseri umani, nell’impegno ad assicurare il rispetto della legalità, nel rafforzamento del sistema dei rimpatri, ma anche nella cooperazione con le nazioni di origine e di transito», ha spiegato Meloni, ricordando il protocollo tra Italia e Albania.
In secondo luogo, ha aggiunto la presidente del Consiglio, «è necessario un cambio di passo» sui temi della competitività in Europa. «Una certa visione della transizione green ha messo in ginocchio le nostre industrie», ha tuonato la premier, che poi ha annunciato: «Il 12 febbraio a Bruxelles ci presenteremo con un non paper comune focalizzato su alcune priorità non rinviabili: semplificazione della burocrazia europea, rafforzamento del mercato unico, rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica, politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizioni».
Il terzo pilastro, ha continuato Meloni, è la sicurezza. «I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza - ha detto -. A questo fine ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti».
Posizioni condivise a trecentosessanta gradi da Merz, che sulla competitività ha rimarcato: «Vogliamo smantellare la burocrazia in Europa, è la nostra priorità». E sulla difesa ha ribadito: «L’Ue deve rafforzare la competitività delle industrie e fare di più per la sicurezza». Mentre sulla decisione del Parlamento europeo di sottoporre al vaglio della Corte di giustizia dell’Ue l’accordo commerciale Ue-Mercosur ha espresso «rammarico», definendolo «legittimo».
Spazio poi alle questioni internazionali. «Su Ucraina e Medio Oriente - ha detto la premier - continueremo a fare la nostra parte sia per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina sia per costruire un quadro stabile di sicurezza e prosperità in Medio Oriente». Sul «Board of Peace» per Gaza, ha chiarito Meloni, «per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale». E ha aggiunto: «Abbiamo chiesto agli Usa la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità anche di altri Paesi europei. Autoescludersi non è mai la scelta migliore».
Il rapporto con gli Stati Uniti rimane centrale sia nell’ottica italiana che tedesca. «La nostra volontà di cooperazione con gli Usa resta salda», ha assicurato la premier, riferendosi anche a Berlino. Nel corso del vertice Italia - Germania, anche il ministro della Cultura Giuli e il Ministro federale Weimer hanno firmato intese per valorizzare l’itinerario di Goethe in Italia e sostenere la traduzione di opere.

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