Quale ruolo per i cattolici nel centrosinistra? I popolari al bivio sulla «casa» per il 2027
Sabato a Roma in 700 per partecipare all'incontro che vede insieme i cattolici impegnati in politica con Comunità democratica, Demos, Campobase, Basilicata casa comune e Per. In collegamento anche Prodi. Il nodo del rapporto con il Pd, dopo gli ultimi segnali di disagio. Intanto a Torino Bonaccini schiererà la sua componente a sostegno di Schlein

Il tempo stringe, il 2027 è alle porte e la florida tradizione del cattolicesimo democratico ha ormai pochi mesi, poche settimane in realtà, per decidere come «abitare» il centrosinistra e partecipare con una chiara identità alle Politiche del prossimo anno. Un senso di urgenza che caratterizza la vigilia dell’evento di sabato mattina a Roma: all’auditorium Antonianum saranno in 700 per partecipare a una riflessione che più volte si è ripetuta, e più volte è rimasta incompiuta.
L’iniziativa ha dei tratti particolari, che fanno riflettere. La componente dei cattolici impegnati nel Pd non partecipa come una corrente interna, ma sotto l’egida dell’associazione autonoma guidata da Graziano Delrio, “Comunità democratica”, da tempo più che esplicita nel rappresentare il «disagio» all’interno del Partito democratico. Gli altri co-organizzatori sono movimenti e reti politiche che sui territori si presentano spesso con un’identità chiara e autonoma: Demos, rappresentata in Parlamento da Paolo Ciani, con roccaforte nel Lazio, ma ormai presente in diverse realtà italiane; Campobase, realtà radicata nel Trentino, promossa da Lorenzo Dellai e che ora ha come segretaria Chiara Maule; Basilicata Casa Comune, protagonista alle ultime elezioni lucane con la guida di Angelo Chiorazzo; Per le Persone e la Comunità, rete politica con una forte impronta cattolico-sociale radicata soprattutto in Campania e guidata da Giuseppe Irace.
Si vedranno, ragioneranno sui contenuti da proporre a un programma di centrosinistra - partecipazione, energia ed Europa i primi tre focus -, ma non è prevista la presenza dei segretari e leader dei partiti del “campo largo”. Non è il momento, come si dice in gergo, di farsi mettere un “cappello” sul capo, perché la riflessione da iniziare, portare avanti e chiudere in pochi mesi deve svolgersi a mani libere. Sintetizzando: o nel Pd, ma con spazi veri per la cultura cattolico-democratica, senza ulteriori restrizioni “dall’alto”, oppure contribuendo alla costruzione di una «casa», certo da condividere con altre culture politiche, in cui poter dire la propria con più possibilità di essere ascoltati.
Chi prenderà la parola - oltre agli stessi referenti dei movimenti organizzatori - è nel cuore di questa riflessione ormai giunta al bivio. C’è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che è anche al centro del “Progetto civico” animato dal romano Alessandro Onorato. C’è l’europarlamentare eletto a Strasburgo da indipendente come Marco Tarquinio, già direttore di Avvenire. C’è la governatrice dell’Umbria. Stefania Proietti, che esprime le istanze di un pacifismo meno annacquato. E c’è anche Marianna Madia, fresca di uscita dal Pd verso Italia Viva. E ci sarà, quando si parlerà di Europa, l’ex premier Romano Prodi, il federatore e fondatore dell’Ulivo. Il professore di Bologna sarà videocollegato, la sensazione è che potrebbe dare un indirizzo alla riflessione che avvolge il mondo cattolico democratico. Interverranno anche Stefano Lepri, il “papà” dell’assegno unico, l’economista Leonardo Becchetti, il sindaco di Udine, Alberto De Toni, la prima cittadina di Fabriano, Daniela Ghergo, l’ex parlamentare Silvia Costa, l’attivista e cooperante Angelo Moretti, il sindacalista sardo Mario Arca. A rendere una testimonianza particolarmente attesa sarà Gino Cecchettin, il papà di Giulia, insieme simboli della lotta alla violenza sulle donne.
Una cosa è certa: il percorso di queste realtà è definitivamente separato da quello di Stefano Bonaccini, cui i cattodem avevano consegnato la loro rappresentanza nel Pd. A sancire le “strade separate”, il fatto che proprio sabato l’europarlamentare ed ex governatore terrà una propria kermesse a Torino con la presenza, tra gli altri, di Walter Veltroni, che torna nella città in cui tenne, nel 2007, lo storico discorso del Lingotto. Presente anche l’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli, le cui ricette sulla sicurezza sono sempre più accreditate nel campo largo. A Torino dubbi sulla «casa» non ce ne sono: è e resta il Pd.
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