Meloni, il silenzio prima della condanna: «Inaccettabili parole» di Trump sul Papa
Solidarietà al Pontefice da tutti i partiti ( e anche dalla Cisl e dall'Anci): Imbarazzi nel centrodestra, Salvini il più lesto a prendere le distanze

Ci sono volute lunghe ore di evidente disagio prima che a Palazzo Chigi si prendesse una posizione netta sulle frasi del presidente Usa nei confronti del Pontefice, che hanno innescato da subito reazioni di solidarietà da parte dei politici italiani. E non solo. Solo alle 6 del pomeriggio dalla presidenza del Consiglio è stata diffusa una nota in cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, afferma: «Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra». Parole finalmente nette, che si "mascherano" con un riferimento al messaggio inviato a papa Prevost poco prima del suo arrivo in Africa per il viaggio apostolico che, però, non conteneva alcun accenno al "caso Trump", ma si limitava a un generico sostegno «al ministero» del Pontefice «per favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace». Persino il vicepremier e segretario leghista, invece, era stato più lesto e netto nell'intervenire sulla delicata questione: «Se c'è una persona che si sta spendendo sul tema della pace e sulla soluzione del conflitto è Papa Leone. Attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare», ha detto alle 9 e 30 del mattino il ministro delle Infrastrutture.
I ritardi del centrodestra erano stati evidenziati da tutte le opposizioni. «Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici - così il leader di Iv, Matteo Renzi, nella sua Enews -, ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice. Che è appunto "costruttore di ponti" a differenza di Trump, distruttore di relazioni e di civiltà. L'unico vantaggio: i Trump passano, i papi restano. Ma non c'è nessuno che sventolava il cappellino Maga che oggi avverta il bisogno di dire che l'attacco della Casa Bianca al Vaticano è semplicemente vergognoso? Tajani è ancora a Cologno Monzese a rapporto in azienda o può dire qualcosa? Salvini potrà mai ritrovare la favella?».
«Le parole di Donald Trump contro Papa Leone XIV sono inaccettabili. Gli attacchi al capo della Chiesa cattolica e le squallide immagini blasfeme utilizzate dal presidente americano segnano inoltre un ulteriore abbassamento del livello del confronto pubblico. Adesso resta da capire cosa faranno i suoi sostenitori in Europa, da Marine Le Pen a Jordan Bardella, fino a Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Continueranno a tacere o riusciranno a prendere le distanze in un sussulto di dignità?». Lo afferma Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale dei Democratici europei.
»Con gli attacchi e le minacce al Papa il Presidente Trump sposta oltre ogni tollerabilità il metodo di arroganza che lo ha fin qui caratterizzato. Insultare il Papa per il suo fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana è atto gravissimo, che rivela fino in fondo la cultura della sopraffazione di chi non tollera voci libere. Esprimo quindi, anche a nome della comunità del Partito democratico, piena solidarietà a Papa Leone XIV". Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
«Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV sono un attacco grave e inaccettabile, che colpiscono non solo la persona e la funzione spirituale del Pontefice ma anche il ruolo della Santa Sede nello scenario internazionale. In una fase segnata da forti tensioni e crisi geopolitiche, delegittimare chi richiama al dialogo e alla responsabilità rischia di indebolire ulteriormente equilibri che sono già fragili. Attaccare il Papa significa, inevitabilmente, colpire anche la sensibilità e i riferimenti di circa un miliardo e mezzo di cattolici nel mondo, alimentando fratture che la politica dovrebbe invece contribuire a ricomporre. Esprimo piena solidarietà al Santo Padre Leone XIV e alla Santa Sede per questo vile attacco. Preoccupa, sempre di più, il progressivo scivolamento della leadership di Trump verso una narrazione sempre piu' personalistica e, per certi aspetti, di natura messianica, che rischia di compromettere ulteriormente gli spazi di dialogo internazionale», afferma la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno.
«Mentre Giorgia Meloni augura buon viaggio a Papa Leone XIV, tace vergognosamente sull'attacco e sulla blasfemia di Donald Trump». Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde. «Da cattolico - prosegue - sono indignato da una presidente che si richiama ai valori cristiani ma non trova la forza e il coraggio di condannare l'inaccettabile blasfemia di Trump contro il Papa e il mondo cattolico, che coinvolge anche il mondo laico con gravi conseguenze politiche». Secondo Bonelli: «Trump è ormai un presidente fuori controllo ed è lecito domandarsi se sia capace di intendere e di volere. Trump, che pubblica sue immagini vestito da Papa e oggi da Gesù mentre porge il suo "tocco divino" ai malati, è la prova non solo della sua blasfemia, ma della perdita di ogni limite ed equilibrio. Negli Stati Uniti democratici e repubblicani devono assumersi la responsabilità di avviare una procedura di impeachment, ai sensi del 25° emendamento della Costituzione. È una questione di sicurezza globale. Meloni, invece di un comunicato ipocrita come quello di stamane, richiami l'ambasciatore Usa e pretenda scuse formali. La destra globale si sta rendendo responsabile di guerre, povertà e destabilizzazione del mondo intero. I governi devono ribellarsi a questo folle. E allora la domanda è lecita: perché Meloni non condanna Trump? Perché questa sudditanza, questo vassallaggio politico nei confronti del presidente Usa? Quali interessi la tengono in silenzio?».
«Nell'ultimo delirio di Donald Trump, questa volta contro Papa Leone, c'è un'ottima notizia: nessun governo, tantomeno quello italiano, può più nicchiare e far finta di prendere le distanze da questi Stati Uniti senza dire una parola chiara e compromettente. Il momento è finalmente arrivato: la solidarietà al Papa non serve a nulla, Giorgia Meloni condanni questo attacco e prenda le distanze dell'arrogante follia di Donald Trump'». Lo scrive sui social la presidente di Azione, Elena Bonetti.
«Trump supera ogni limite e attacca Papa Leone come se il Vaticano fosse una sua dependance personale. È l'ennesima sparata di un guerrafondaio arrogante e pericoloso. Ovviamente al Pontefice va piena solidarietà. Viene da chiedersi cosa stia aspettando Giorgia Meloni a dire una parola. La stessa Giorgia che si richiama ai valori cristiani, oggi resta in silenzio davanti a un attacco diretto al pontefice? Probabilmente è impegnata a rimuginare sul suo amico Viktor Orbán che dopo anni di potere illiberale è stato accompagnato alla porta?». Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.
Dal centro destra arriva la reazione del presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi: «Solidarietà piena e convinta a Papa Leone XIV dopo le inopportune parole del presidente Trump. Noi invece condividiamo totalmente le parole del Pontefice sulla necessità del dialogo e della mediazione. E come noi la maggioranza degli italiani e degli europei e, crediamo, anche degli americani. In un tempo pieno di incertezze e di irrazionalità ancora una volta è la Chiesa a indicare la via, che è quella della pace, alle istituzioni internazionali».
«Restiamo sgomenti di fronte agli attacchi rivolti al Pontefice, al quale esprimiamo piena e convinta solidarietà. Fin dai momenti immediatamente successivi alla sua elezione al Soglio Pontificio, Leone XIV ha indicato la pace come obiettivo epocale e irrinunciabile, perseguendolo con un impegno costante e quotidiano in un quadro internazionale segnato da crisi e conflitti di straordinaria gravità - dichiara la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi -. Inoltre nelle sue parole il Papa ha sempre richiamato con chiarezza la responsabilità storica dell'Occidente, sottolineando l'importanza di un'unità fondata sui valori, sulla consapevolezza delle sfide globali e sulla volontà di affrontarle con coerenza e visione. Non comprendere i compiti di una autorità religiosa e le basi su cui muove appelli e valutazioni, significa porsi fuori dalla storia e dal senso profondo del momento che stiamo vivendo. Siamo convinti che il richiamo alla pace, all'unità e alla responsabilità condivisa, anche nei momenti in cui questi trovano difficile applicazione, resti una guida imprescindibile non solo per i credenti cattolici ma per l'umanità intera».
«Piena e forte solidarietà al Santo Padre Leone XIV per gli inaccettabili attacchi subiti. Per Fratelli d'Italia il Santo Padre rappresenta una figura di riferimento non soltanto sul piano spirituale. Una guida per tutto l'Occidente le cui radici affondano nei valori della cristianità». Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati Galeazzo Bignami.
«Sto con Papa Leone che, fin dall'inizio del suo pontificato, ha auspicato che si possa intraprendere la strada della diplomazia per porre fine a ogni conflitto e arrivare alla pace. Condivido il pensiero del Santo Padre che è per noi un punto di riferimento e la più alta figura spirituale, che parla alle coscienze degli uomini dell'una e dell'altra parte. Le sue posizioni sulla pace in Iran non possono essere strumentalizzate». È quanto sostiene il segretario nazionale Udc Antonio De Poli.
«La Cisl esprime piena solidarietà a Papa Leone XIV, oggetto di un attacco senza precedenti da parte del presidente degli Stati Uniti. Rinnoviamo la nostra vicinanza al Santo Pontefice, punto di riferimento universale per il dialogo, la pace e la promozione della dignità della persona». Lo scrive, sui social, la segretaria generale del sindacato, Daniela Fumarola.
«Bisogna stare molto attenti a chi vuole arruolare il Papa solo ora che va bene per dare addosso a Trump. Leone XIV non vota Pd, il contesto della dichiarazione del Papa è il contesto ovvio del magistero della Chiesa dai tempi di Benedetto XVI che, in una lettera inviata nel 1917 ai capi dei popoli belligeranti durante la prima guerra mondiale, definì la guerra "l'inutile strage"», ha sottolineato Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia e ora candidato a sindaco di Prato.
«Le dichiarazioni di Donald Trump nei confronti di Sua Santità Papa Leone XIV sono gravi e inaccettabili. In un momento segnato da forti tensioni internazionali, alimentare lo scontro con parole divisive è irresponsabile, soprattutto da parte di chi, con le proprie scelte politiche, ha contribuito a trascinarci nell'attuale clima di conflitto. Torino esprime piena solidarietà al Papa e al suo impegno per la pace e il dialogo tra i popoli. Auspico che tutte le istituzioni e le forze politiche prendano con chiarezza le distanze da queste parole, riaffermando il rispetto e la centralità dei valori della convivenza e della pace». A dirlo il sindaco di Torino e vicepresidente Anci, Stefano Lo Russo.
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