Maggioranza modifica il dl-Lavoro, ira di Cisl e Cgil

L'emendamento inserisce sullo stesso piano voci retributive e welfare aziendale nella definizione del trattamento economico complessivo per il salario giusto. Fumarola: «Sbagliato e inefficace». Landini: «Si legittimano i contratti pirata»
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June 5, 2026
Maggioranza modifica il dl-Lavoro, ira di Cisl e Cgil
La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola /ANSA
Critiche pesanti - in prima fila Cisl e Cgil - per l’emendamento dei relatori di maggioranza al Decreto primo maggio. Una modifica che inserisce sullo stesso piano voci retributive e welfare aziendale nella definizione del trattamento economico complessivo per il salario giusto. E che alla luce della definizione di “trattamento economico complessivo” prevede che anche i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali meno rappresentative abbiano accesso agli incentivi per le assunzioni con il salario giusto. Il cosiddetto salario giusto, insomma, non è valutato solo sulla paga base del lavoratore, ma «si compone di tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali fisse e continuative, nonché le prestazioni di welfare contrattuale riconosciute alla generalità dei dipendenti».
Dura la Cisl, che ha alzato la voce verso il Governo con la segretaria Daniela Fumarola. L’emendamento è «sbagliato e inefficace», ha detto Fumarola. Che ha invitato a evitare misure che possano «prestarsi a interpretazioni fuorvianti». Per la Cisl si tratta di un intervento che riapre le porte a contratti con un salario basso.
Per il segretario della Cgil Maurizio Landini, «il Governo entra a gamba tesa sul sistema contrattuale. Così si legittimano i contratti pirata», ha tuonato. Rilanciando la richiesta di un «salario orario minimo» orario. Prospettiva che non è quella della Cisl, che però vede proprio nell’emendamento di maggioranza una finestra che va nella direzione di un salario fissato per legge, ipotesi che non era nella natura iniziale del provvedimento governativo.
Contraria anche la Uil: «Non lo condividiamo. Sul Trattamento economico complessivo lasciate lavorare le parti sociali», è l'invito al Governo.
La tensione si alza anche sul fronte politico, con i capigruppo del Pd nelle commissioni Lavoro e Bilancio della Camera, Arturo Scotto e Cecilia Guerra. «L'emendamento fa rientrare dalla finestra i sindacati minori che erano usciti dalla porta - sostengono -. È un colpo alla contrattazione. Pagare i lavoratori con strumenti di welfare non è come pagarli con la voce retributiva vera e propria».
Diversa la posizione dell'Ugl. Secondo il segretario generale Paolo Capone, le polemiche «sono incomprensibili. Bene l'emendamento, che definisce in maniera chiara e puntuale il trattamento economico complessivo» e «rafforza le garanzie per i lavoratori». Gli ha fatto eco il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, secondo cui la modifica «va nella giusta direzione e si pone come il necessario completamento per una definizione compiuta di giusto salario». 

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