«Non ferma i prodotti illegali» Maxi multa Ue ad AliExpress, il colosso dell'e-commerce cinese

di Gabriele Rosana, Bruxelles
Il gruppo, di proprietà di Alibaba, dovrà sborsare 550 milioni di euro. È la più alta sanzione erogata dalla Commissione in base al “Dsa”, la legge sui servizi digitali che protegge i consumatori in Rete. Al centro della misura, la contraffazione di capi di abbigliamento, cosmetici, giocattoli, accessori da cucina. L’azienda: ammenda spropositata
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July 20, 2026
«Non ferma i prodotti illegali» Maxi multa Ue ad AliExpress, il colosso dell'e-commerce cinese
AliExpress non fa abbastanza per impedire la vendita online di prodotti illegali, come capi d’abbigliamento e cosmetici contraffatti, e giocattoli per bambini e accessori da cucina pericolosi. Per questo, al termine di un’indagine, la Commissione europea ha multato il colosso dell’e-commerce cinese, di proprietà di Alibaba, per la cifra record di 550 milioni di euro, la più alta fra le tre finora imposte da Bruxelles in base al Digital Services Act, la legge sui servizi digitali in vigore dal 2024 per proteggere i consumatori e gli utenti in Rete.
AliExpress è il più grande operatore di commercio online nell’Ue, con 193 milioni di utenti, più degli altri due grandi portali cinesi, Shein (156 milioni), e Temu (130). «La diffusione di prodotti illegali e pericolosi non è un costo inevitabile dello shopping online, ma il risultato del mancato rispetto, da parte di AliExpress, degli obblighi previsti dal Dsa. Le dimensioni non sono una scusa: i rischi devono essere individuati e affrontati in modo sistematico per garantire che i consumatori possano acquistare online in sicurezza», ha affermato in una nota Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega al Digitale, invitando il portale a «rispettare questi standard e intervenire». La piattaforma cinese ha tempo fino a metà ottobre per indicare alla Commissione come intende porre rimedio alle violazioni degli obblighi di valutazione e mitigazione dei rischi, che Bruxelles poi potrà o meno validare. AliExpress rischia di dover pagare delle more periodiche se deciderà di non conformarsi ai precetti Ue.
Secondo la Commissione, il sito ha sovrastimato l’efficacia del proprio sistema deputato a individuare e rimuovere i prodotti illegali. Al contrario, i pochi addetti incaricati di verificare la conformità dei prodotti avrebbero avuto appena «qualche decina di secondi» per determinare il rispetto degli standard Ue. Molti articoli illegali, poi, venivano promossi attivamente dagli algoritmi di raccomandazione interni ad AliExpress, nonostante i rischi, «e anche quando venivano individuati, riapparivano e restavano poi online per diverse settimane», spiegano dalla Commissione, citando test interni e simulazioni di acquisto condotte durante l’indagine. Tra questi, ad esempio, merci chiaramente falsificate semplicemente catalogate come capo senza marca.
È la terza multa stabilita a norma del Dsa, dopo quella da 200 milioni inflitta a Temu, sempre per non aver adeguatamente impedito la vendita di prodotti illegali e pericolosi, e quella pari a 120 milioni, disposta contro il social X di Elon Musk, stavolta per la mancata trasparenza e i contorni ingannevoli del badge blu di verifica. Un’indagine contro Shein sulla base delle stesse accuse è attualmente in corso: rilievi preliminari indicano che sulla piattaforma erano reperibili armi e bambole sessuali con sembianze infantili. Benché in valore assoluto quella contro AliExpress sia la sanzione più alta finora decisa da Bruxelles, rappresenta in termini relativi meno dell’1% del fatturato 2025 della società madre Alibaba, a fronte degli oltre 120 miliardi di euro di entrate. A norma del Dsa, la multa si può spingere fino al 6% del fatturato globale annuo di un’azienda. L’entità della multa riflette «la natura, la durata e la gravità» delle mancanze, chiariscono dalla Commissione. Per AliExpress, invece, si tratta di un’ammenda «sproporzionata, che non riflette adeguatamente il nostro quadro di conformità consolidato e i significativi miglioramenti proattivi che abbiamo introdotto. Stiamo esaminando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili», ha aggiunto la società.

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