La fiamma del Msi nel post del vicedirettore di Rai Sport, scoppia la polemica
Pd, M5s e Avs attaccano Riccardo Pescante. Natale (Cda Rai): «Le regole ci sono. Chi deve intervenire intervenga».

Si è scatenato un putiferio sul vicedirettore di Rai Sport, Riccardo Pescante. Con le opposizioni a guidare la polemica. Il casus belli è un post comparso sul suo profilo Instagram lo scorso 26 dicembre, in cui il giornalista ha pubblicato una foto della fiamma tricolore, simbolo del Movimento Sociale Italiano (Msi), corredandola con una didascalia: «26 dicembre 1946. Le radici profonde non gelano».
Una frase che ha fatto insorgere Pd, M5s e Avs. «Se sei del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni puoi fare quello che vuoi ed esprimerti come vuoi. La Rai non è più "la Rai di tutti". È l'house organ di Fratelli d'Italia», ha attaccato in una nota Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del PD. Che ha fatto notare come quello denunciato non sia un caso isolato. In un altro post dello stesso Pescante, ha sottolineato l'europarlamentare dem, si legge: «Con la violenza non si risolve niente, figurati senza''. In un altro ancora «compare un meme che raffigura Donald Trump con la scritta "dopo Nicolás Maduro adesso tocca a Maurizio Landini", con l'aggiunta ironica: '"peccato che sia solo un meme"». Per questo motivo, ha concluso Ruotolo, «chiediamo alla Commissione di vigilanza Rai di convocare i vertici di viale Mazzini per chiarire e imporre una linea di comportamento pubblico per i dipendenti Rai». Il servizio pubblico, ha ribadito, «non è un megafono di partito: è un bene di tutti».
Sdegnato anche il capogruppo pentastellato in commissione di Vigilanza Rai, Dario Carotenuto. «L'uso che il vicedirettore di RaiSport fa dei suoi canali social è incompatibile con le linee guida del servizio pubblico», ha scritto in una nota -. Davvero la Rai ritiene compatibile con i propri valori e con la propria missione che un suo direttore si esprima così? - ha aggiunto -. O dobbiamo rassegnarci all'idea che il confine tra ruolo pubblico e militanza personale sia definitivamente saltato, senza che nessuno senta il dovere di intervenire?». Domande, ha promesso, «che faremo direttamente alla Rai con una interrogazione in commissione di Vigilanza». Sullo stesso registro, il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, componente della Vigilanza Rai. «Rai Sport è un fortino di Fratelli d'Italia», ha tuonato, parlando di «svilimento del servizio pubblico, ridotto a megafono della destra e della linea meloniana. La dirigenza Rai - ha aggiunto - prenda provvedimenti immediati nei confronti di Pescante».
Dopo le polemiche, sulla vicenda si è espresso Roberto Natale, consigliere di amministrazione Rai. «Le regole per l'uso dei social in Rai ci sono - ha scritto in una nota -. Sono state affinate negli anni, anche integrando il Codice Etico con le osservazioni formulate dalla Commissione parlamentare di Vigilanza. Al tema il Cda ha dedicato su mia richiesta una approfondita discussione nella seduta del 16 ottobre scorso. Nessun dubbio sul fatto che debba farne uso responsabile e non sconsiderato ogni dipendente Rai, tanto più se ricopre ruoli da dirigente. Chi deve intervenire intervenga - ha chiosato -, senza permettere che l'irresponsabilità di qualcuno danneggi l'immagine di tutta la Rai».
© RIPRODUZIONE RISERVATA






