I giovani sulla manovra: «La direzione è giusta»

Prevale l’ottimismo nella lettura dei contenuti. Promozione dal Consiglio nazionale. Le Acli: non siano misure spot, ma diventino strutturali
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October 30, 2026
I giovani sulla manovra: «La direzione è giusta»
Un gruppo di giovani che discutono fra di loro / Ansa
Una manovra che guarda ai giovani, per il Governo. Una legge di Bilancio che ha disatteso le promesse sulle nuove generazioni, per le opposizioni. Per giorni, gli “ under 35” sono stati al centro del dibattito che ha preceduto l’approvazione della nuova Finanziaria in Consiglio dei ministri. L’esecutivo aveva annunciato a gran voce misure a loro dedicate, soprattutto sulla riduzione fiscale. Ma a carte scoperte è sparita la Flat tax al 5% per i neo-assunti, molto quotata alla vigilia. In compenso, è spuntata l’imposta sostitutiva dell’1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente degli “ under 30” fino a 2.500 euro, con specifici limiti di reddito ancora da precisare. E sempre all’1% sarà la cedolare secca per chi affitta a canone concordato a una persona fino a 35 anni (vedi box sopra). Secondo la premier Giorgia Meloni, che ieri è tornata a martellare sul tema, l’obiettivo è «garantire ai giovani il diritto di poter restare o tornare dove sono nati». Le minoranze parlano al contrario di «completa delusione».
Il presidente del Consiglio nazionale dei giovani, Edoardo Italia , guarda invece il bicchiere mezzo pieno. «Sono misure migliorative che mettono una base per il futuro - sottolinea -. L’aver puntato sul tema dei giovani lo ritengo un passo in avanti. Non era scontato, anche perché come sappiamo siamo solo il 15% della totalità della popolazione nazionale. «Nell’insieme - aggiunge - è una manovra positiva per le nuove generazioni. L’auspicio è che interventi di questa portata possano diventare strutturali ed essere confermati anche nella prossima legislatura».
Più cauto Valerio Martinelli, avvocato, ricercatore e consigliere scientifico del presidente nazionale delle Acli. «Non so se la definirei una manovra per giovani - dice -. Però sicuramente certe misure vanno nella giusta direzione. Ma siamo solo all’inizio. Servirebbe che alcune venissero rese strutturali, altre potenziate e altre ancora modificate». Martinelli allarga lo sguardo anche al fondo pensione per i nuovi nati, i giovani del futuro. Uno strumento che reputa positivo, auspicando però un emendamento che introduca dei criteri di progressività. «Per esempio, aumentando la cifra per le famiglie con un reddito più basso, perché molto probabilmente avranno più difficoltà a incrementare il “tesoretto” con le proprie risorse». Interessanti per il consigliere sono anche la cedolare secca all’1% per gli affittuari sotto i 35 anni e l’imposta - sempre all’1% - sugli aumenti di stipendio fino a 30 anni. Alla prima misura Martinelli propone di corredare un «supporto al deposito cauzionale che potrebbe essere garantito da un fondo, come lo è stato per i mutui». «Abbiamo visto - spiega - come il fondo Consap per la prima casa abbia prodotto dei frutti. Perché quindi non immaginare di traslare questo strumento e di utilizzarlo anche per gli affitti, visto che l’emergenza per i ragazzi italiani è un enorme problema?». Per quanto riguarda invece la detassazione sugli incrementi di stipendio, pur definendola «un segnale positivo», Martinelli riconosce che il beneficio per i giovani «è minore rispetto a quello che avrebbe prodotto un’ipotetica “start tax”». Inoltre, fa notare, «esclude per esempio tutte le partite Iva, una popolazione di lavoratori formata in gran parte da giovani». Tra le misure interessanti, il consigliere delle Acli inserisce poi l’allungamento del congedo parentale retribuito all’80% e la super deduzione del costo del lavoro salita al 140% per gli “under 36” e al 180% per le lavoratrici madri. Mentre sul fondo di 850 milioni per la flessibilità in uscita, guardando invece alla previdenza dei giovani, commenta: «Mi auguro che questa risorse non siano usate solamente per chi ha un lavoro stabile, ma anche per fare un ragionamento sulle carriere discontinue e con una retribuzione bassa, che spesso toccano la realtà dei giovani». L’auspicio è che non siano «misure spot », ma trovino una «dimensione strutturale».

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