Ecco il nuovo Csm: le toghe si spostano a sinistra
Le prime elezioni del Consiglio superiore della magistratura post referendum della Giustizia premiano l'area progressista. La maggioranza vuole controbilanciare con i membri laici. Ma il Parlamento non ha ancora trovato un accordo

Il nuovo Consiglio superiore della magistratura post referendum comincia a prendere forma. Con un assetto spostato a sinistra. Dieci consiglieri di area progressista, nove di area moderata e "l'indipendente" Cosimo Ferri. È questa la squadra dei componenti togati eletta ieri pomeriggio. Per i dieci laici invece il Parlamento non ha ancora trovato un accordo. La maggioranza è al lavoro per riequilibrare l’affermazione della compagine progressista con tecnici della propria area (professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni).
Nel parlamentino di Palazzo Bachelet, organo di autogoverno delle toghe, entrano sei togati di AreaDg, quattro della rete Autogoverno Diffuso-Md - correnti di area progressista - cinque per Unicost, quattro per Magistratura Indipendente, oltre al ritorno come indipendente dell'ex sottosegretario alla Giustizia Ferri. Sul fronte moderato, e in particolare per Mi, pesano le spaccature interne e le candidature indipendenti: Magistratura Indipendente, rispetto all'ultima consiliatura, perde quattro seggi e fa rumore la non elezione dell'ex segretario dell'Anm, Salvatore Casciaro, che per sei voti non è passato nel collegio di legittimità. La proclamazione è arrivata venerdì pomeriggio da parte della commissione elettorale centrale al Palazzaccio. Subito è arrivata la nota della Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati (Anm). Che ha rivolto «sincere congratulazioni» ai magistrati eletti. E ha sottolineato: «L'importante partecipazione al voto - dopo la vittoria del no al referendum che ha conservato il diritto di voto per i magistrati italiani nella scelta dei propri rappresentanti - è un dato senz'altro positivo». Nella prima consiliatura eletta dopo il referendum ci aspettiamo da tutti i consiglieri la salda difesa delle prerogative di indipendenza interna ed esterna della magistratura».
AreaDg guida la graduatoria delle correnti grazie all'elezione di Egle Pilla tra i magistrati di legittimità, di Eugenio Albamonte e Gianluca De Leo tra i pubblici ministeri, oltre a Chiara Gallo, Ilaria Casu nei collegi dedicati ai giudicanti e Roberto Arata nel recupero proporzionale. Segue Autogoverno Diffuso con quattro eletti: Giovanni Nardecchia tra i magistrati di legittimità, Roberta Amadeo tra i requirenti e Pier Paolo Lanni e Glauco Zaccardi con il recupero. Per Unicost sono stati eletti Giuliano Caputo tra i requirenti, Valeria Ciampelli, Pietro Indinnimeo, Daniela Monaco Crea e Filippo Di Todaro, quest'ultimo con il proporzionale. Magistratura Indipendente conta invece quattro eletti: Stefano Buccini tra i requirenti e Maria Ilaria Romano, Maria Tiziana Balduini ed Ernesta Occhiuto. Come indipendente va in Consiglio anche Ferri nel recupero proporzionale. Nel collegio giudicante 2 aveva ottenuto 258 preferenze. Per Ferri si tratta di un ritorno a Palazzo Bachelet dopo un'esperienza nella consiliatura 2006-2010. L'ex sottosegretario è tornato in servizio a Roma a marzo come giudice dopo la vicenda legata agli incontri all'hotel Champagne con Luca Palamara, dalla quale è uscito indenne. La nuova composizione dell'organo di autogoverno conferma quindi il peso delle correnti progressiste nella rappresentanza togata. Un quadro destinato ora a completarsi con l'elezione dei componenti laici da parte del Parlamento, passaggio decisivo per l'insediamento del nuovo Csm.
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