«Interventi frammentati e temporanei»: cosa pensa la Caritas della Manovra

L'organismo pastorale della Cei richiama l'attenzione su alcune priorità che emergono dalle misure annunciate nella legge di Bilancio
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October 31, 2026
«Interventi frammentati e temporanei»: cosa pensa la Caritas della Manovra
Don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana, /ANSA
Caritas italiana accende i riflettori sulle misure emerse dalla manovra. E pone l'accento sul rischio di dispersione di risorse in «interventi frammentati e temporanei». Il direttore, don Marco Pagniello, in una nota si concentra sull'«estensione di regimi di tassazione proporzionale», che rischia di «allontanarsi dal principio di progressività previsto dalla Costituzione». Poi sottolinea il bisogno di una promozione di un'alleanza tra giovani e anziani, e «non di interventi che finiscano per contrapporne i bisogni». Centrale, nell'avvertimento dell'organismo pastorale della Cei anche lo stanziamento delle risorse stanziate per la salute, «inferiori a quelle richieste dalle stesse istituzioni».

Quali sono le priorità segnalate dalla Caritas

In attesa di un esame approfondito del testo della Finanziaria, la Caritas richiama l'attenzione su alcune priorità che emergono dalle misure annunciate, auspicando che il confronto parlamentare possa contribuire a rafforzare l'equità e l'efficacia degli interventi. «Il nostro Paese - si legge nel testo diffuso - ha bisogno di scelte strutturali e di una programmazione di lungo periodo, soprattutto su questioni decisive come il lavoro, la transizione ecologica e la salute», sottolinea Pagniello. «Dalle anticipazioni emerge invece il rischio di disperdere risorse in numerosi interventi frammentati e temporanei, di efficacia limitata, che non riescono a raggiungere tutte le situazioni di fragilità». «Altrettanto importante è il tema dell'equità fiscale - continua -. L'estensione di regimi di tassazione proporzionale rischia di allontanarsi dal principio di progressività previsto dalla Costituzione, introducendo trattamenti differenti tra contribuenti che si trovano in condizioni economiche simili. È una scelta che rischia anche di ridurre il contributo alle spese collettive, comprese le risorse fiscali che sostengono i servizi di Regioni e Comuni». Per don Pagniello, un'altra priorità riguarda il rapporto tra le generazioni: «Abbiamo bisogno di un'alleanza tra giovani e anziani, non di misure che finiscano per contrapporne i bisogni. I giovani, sempre meno numerosi e meno rappresentati, chiedono strumenti costruiti a partire dall'ascolto delle loro esigenze reali: il lavoro, la casa, lo studio. Per gli anziani, invece, la priorità è garantire l'accesso effettivo alle cure come diritto, ben oltre la logica dei contributi una tantum». Particolare attenzione viene infine rivolta al diritto alla salute. «Nelle nostre Caritas vediamo che, quando le risorse familiari si riducono, una delle prime rinunce riguarda proprio la possibilità di curarsi. La salute non può diventare un diritto soltanto di chi può permetterselo. Per questo è essenziale che il Servizio sanitario nazionale conservi il suo carattere pubblico e universale. Dalle anticipazioni, le risorse previste appaiono inferiori a quelle richieste dalle stesse istituzioni, in un contesto in cui la programmazione sanitaria è già molto frammentata. Occorre allora concentrare gli investimenti su poche priorità chiare, a partire dal personale sanitario, evitando di disperdere ulteriormente le risorse. Il rischio, altrimenti, è che questa frammentazione finisca di fatto per spingere verso la sanità privata, rendendo sempre più difficile garantire a tutti l'accesso alle cure».

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