La road map (da remoto) del campo largo: le date per programma, primarie e piazza contro la Manovra
Tre ore in videochiamata per Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni. La prossima settimana il “tavolo” si allargherà anche ai centristi e ai civici, anche se sull’alleanza con Renzi è ancora alta tensione

Il campo progressista ha battuto un primo colpo. I leader di Pd, M5s e Avs si sono messi a tavolino, in senso figurato visto che si è trattato di una riunione da remoto, per tracciare la road map della coalizione alternativa al centrodestra. Programma entro novembre, con un confronto che partirà dalla prossima settimana, manifestazione nazionale a dicembre e primarie a febbraio per la scelta del candidato premier e leader della formazione. Un incontro di tre ore in call tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, in cui si è fatto il punto delle questioni aperte, senza comunque entrarci dentro. Una prima risposta a quanti chiedevano un’accelerazione, tutti tranne la segretaria dem, che ottiene invece un appuntamento di piazza contro la manovra del Governo Meloni e il caro-vita, come primo test pre-elettorale. Ma anche la definizione del perimetro dell’alleanza che si allarga alle neonate formazioni civiche che cercano sponde in Parlamento per evitare gli scogli inseriti dalla nuova legge elettorale, con l’aumento esorbitante delle firme richieste per la presentazione delle liste.
E allora tutti insieme dalla prossima settimana al tavolo del programma, al quale inizieranno a lavorare gli sherpa dei partiti, probabilmente gli stessi capigruppo che hanno collaborato durante la legislatura per i provvedimenti comuni. Tutti, compresa Iv, anche se su Matteo Renzi sia Giuseppe Conte che Avs non smettono di mostrare riserve sia sulla persona sia anche, secondo il leader di M5s, sul mancato valore aggiunto (anzi, intervistato nell’ultimo libro di Bruno Vespa, Conte si dice certo che farebbe calare consensi). E comprese le nuove sigle moderate, anche quelle che non avrebbero ancora definito l’ingresso in Parlamento. Ovviamente Più Europa, ma pure Più Uno (il partito di Ernesto Maria Ruffini e di Franco Gabrielli) e Progetto civico (il partito di Alessandro Onorato, che ha ottenuto in “prestito” da M5s il senatore Luigi Nave). E potrebbe partecipare ai lavori anche Vincenzo Spadafora con Primavera. A loro si potrebbe aggiungere poi Rifondazione comunista di Maurizio Acerbo, che il “prestito” lo ha ottenuto dal Pd con il passaggio nel suo gruppo del senatore Andrea Crisanti, ma sulla cui presenza “divisiva” sono in molti a nutrire dubbi.
Le formazioni sono ancora piuttosto in conflitto tra loro. Acerbo si associa al coro di no a Renzi, mentre per l’area centrista, Ruffini, leader di Più Uno, da giorni chiede di avviare un confronto tra le diverse sigle, per arrivare a una lista unica con un candidato proprio per le primarie. A opporre resistenza qui è Onorato, il primo a risolvere gli ostacoli del gruppo parlamentare e anche il più intenzionato ad andare ciascuno per la propria strada, forte del sostegno di M5s e del dem Goffredo Bettini. Per l’assessore capitolino «andare divisi potrebbe portare più consenso al centrosinistra».
Dunque, una strada lunga e tutta in salita, ancora, prima di arrivare ai gazebo. Perciò la nota congiunta dei quattro leader di ieri che chiude il percorso con le primarie appare ancora un po’ sfumata, anche se offre un primo segnale di unità. Ma c’è chi attende di capire chi sarà a fare sintesi del programma che verrà redatto e come si eviterà uno scontro all’ultimo sangue per le primarie, da cui uscirà un leader a cui tutti i partiti e i rispettivi elettori dovranno rispondere.
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