Dl Ucraina verso la fiducia: stop alla discussione sull'invio di armi
La decisione in vista del voto di domani alla Camera. I "vannacciani": «Merito nostro». Come Avs e M5s, avevano chiesto di cancellare aiuti militari a Kiev

Il Governo punta a "blindare" il dl Ucraina, mettendo la questione di fiducia sul voto di domani in Aula. Chiara la volontà dell'esecutivo di evitare la discussione sugli emendamenti (come tutti i decreti legge, deve essere "convertito" dal Parlamento entro 60 giorni). Ma soprattutto l'obiettivo sembra scongiurare che, in maggioranza, qualcuno segua la linea di Futuro Nazionale, il neonato partito di Vannacci che alla Camera conta su tre esponenti. Negli scorsi giorni, infatti, gli allora leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Zitiello - poi passati a Fn con l'ex FdI Emanuele Pozzolo - avevano chiesto di spostare i soldi destinati agli aiuti militari per Kiev in favore delle forze dell'ordine italiane. Futuro nazionale non è però l'unico partito che punta a cancellare l'articolo 1 del decreto (quello che proroga l'invio di armi in Ucraina): anche Avs e il M5s hanno depositato degli odg in questo senso. Più che le opposizioni, però, a preoccupare la maggioranza è il nuovo (e per ora piccolo) fronte formatosi alla sua destra, che rischia di mettere in difficoltà soprattutto la Lega, il partito di governo più "tiepido" sul sostegno militare a Kiev.
E così gli attacchi arrivano da più parti. «È l'ennesima fiducia usata dal governo come una forzatura per impedire il confronto parlamentare e per coprire la profonda spaccatura che attraversa la maggioranza», dichiara ad esempio Angelo Bonelli (Avs). Mentre i vannacciani incassano quello che considerano «un primo risultato di Futuro Nazionale - spiega Rossano Sasso -. È bastato presentare un emendamento per mettere in difficoltà quanti, soprattutto nella Lega, la pensano come noi». In una nota, i tre deputati di Fn provocano il Carroccio: «Vediamo quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore».
Mentre la difesa del "sì" della Lega è affidata a Fabrizio Cecchetti: «La nostra linea rimane sempre la stessa: appoggiare con misure concrete l'Ucraina, con la speranza che queste agevolino ed accelerino il raggiungimento della pace», dichiara in Aula durante il suo intervento il deputato del Carroccio. «La priorità - aggiunge Cecchetti - però deve essere quella di difendere una popolazione stremata: è per questo che la Lega ha chiesto e ottenuto che venisse data priorità agli aiuti umanitari e rafforzata la difesa civile dell'Ucraina, non alle armi atte a offendere. E spiace che qualcuno, invece di dare merito alla Lega di questo impegno, scelga la stradina del vuoto attacco politico. Vogliamo infine cogliere anche l'occasione per ringraziare il presidente Trump del suo costante impegno nella ricerca della pace, cui auguriamo il massimo successo».
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