Crosetto rientra da Dubai: ho pagato l'aereo di Stato. Ma per il M5s deve dimettersi

Il ministro della Difesa bloccato negli Emirati: dell'attacco in Iran nessuno era stato avvisato. Le opposizioni all'attacco, a partire dal Movimento Cinque Stelle. Conte: il ministro isolato a Dubai come un turista qualsiasi. Controreplica del titolare della Difesa: cercano solo polemiche
March 2, 2026
Crosetto rientra da Dubai: ho pagato l'aereo di Stato. Ma per il M5s deve dimettersi
Guido Crosetto
Ora Guido Crosetto tornato in Italia da Dubai si spiega. Dell’attacco in Iran «nessuno era stato avvisato, non solo noi». Il ministro della Difesa respinge con forza le polemiche sulla sua permanenza negli Emirati. «Avrei potuto tornare già sabato con un volo militare, ma ho preferito farlo ieri perché i miei erano terrorizzati... Essermi fermato venti ore di più non ha minimamente influenzato la mia possibilità di seguire ogni cosa in tempo reale. Mica la Difesa italiana si ferma se il ministro non è nel suo ufficio. Io sono sempre in giro per il mondo».
La polemica è ancora alta. Crosetto arrivato a Dubai per motivi personali poco prima dell'attacco con un volo di linea ricostruisce: «L'Iran ha deciso di attaccare, per reazione, gli Emirati Arabi Uniti, cosa che non era prevista.... Ero a Dubai perché le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione... Quando ho capito che, a differenza di altre volte, ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia. Dovevano partire la mattina e saremmo arrivati tranquillamente, ma per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio», chiarisce. Un passo indietro. Crosetto è bloccato a Dubai insieme a centinaia di italiani dopo l'attacco Usa-Israele contro l'Iran e i missili lanciati in risposta da Teheran contro gli Emirati.
«Rientrerò come ovvio da solo con un aereo militare e lascerò qui la mia famiglia, che comprende la scelta», si difende provando a sedare la rivolta delle opposizioni, con tanto di interrogazione parlamentare e richiesta di immediate dimissioni del M5s. Una protesta che indigna il ministro che dopo aver percorse 500 chilometri e raggiunto Mascate (insieme a una decina di persone rimaste lì) è poi volato dall'Oman verso l'Italia a bordo di un volo di Stato appositamente decollato per riportarlo in patria. Anticipando le inevitabili polemiche sui costi Crosetto si premura di spiegare di avere «bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa» per viaggiare a bordo del Gulfstream G550 dell'Aeronautica militare, partito dalla base di Pratica di Mare. «In modo tale - precisa - da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato».
Le precisazioni del ministro non bastano a fermare le accuse delle opposizioni, i meme ironici ed i post che si diffondono sui social. A partire da quello di Roberto Vannacci, che twitta: «Salvate il soldato Crosetto. Partita l'operazione speciale per esfiltrare Crosetto: l'unico Ministro della Difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo». Chiedono immediate dimissioni e incendiano il clima i M5s, fin da ieri primi nel denunciare l'assenza in patria del ministro in una crisi così delicata. «Isolato a Dubai come un turista qualsiasi», chiosa Giuseppe Conte. Di una questione «non personale, ma istituzionale», di un governo «politicamente inadeguato», parla il vicepresidente M5s Stefano Patuanelli che chiama Crosetto a dimettersi.
Il titolare della Difesa fornisce nuove spiegazioni. Dice che si tratta di una questione familiare e non ha voluto «scorte né codazzi», scegliendo «una compagnia aerea civile». E sulle richieste di dimissioni replica: «Non penso che l’opposizione sia preoccupata dei miei rischi personali, ma solo delle polemiche». Poi un cenno al coinvolgimento italiano. Crosetto precisa che l’Italia non ha preso parte all’attacco. «Per quanto riguarda un eventuale supporto alle operazioni in atto, qualora dovessimo ricevere richieste da Usa o Israele, valuteremo caso per caso, insieme al governo e interessando anche il Parlamento, se sarà necessario». E invita alla cautela sulle prospettive del conflitto: «Non si intravede il rischio di una guerra globale, ma il rischio di una forte instabilità regionale è concreto».

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