Addio a Cirino Pomicino, tra i protagonisti della Dc

Andreottiano, fu deputato, europarlamentare e tre volte ministro. Aveva 86 anni, da qualche giorno era ricoverato in una clinica di Roma
March 21, 2026
L'ex ministro Paolo Cirino Pomicino, morto a Roma a 86 anni
L'ex ministro Paolo Cirino Pomicino, morto a Roma a 86 anni/ ANSA
È morto ieri a Roma Paolo Cirino Pomicino, uno degli ultimi testimoni della Dc. Da tempo malato di cuore, sei by pass e il trapianto nel 2007, il politico di lungo corso che ha attraversato la Prima e gli inizi della Seconda Repubblica si è spento alla clinica Quisisana a 86 anni.
Medico specializzato in malattie nervose e mentali, lascia la professione per dedicarsi alla politica locale nel 1974, dopo l’incontro con Giulio Andreotti, a cui resterà sempre legato. Inizia la sua carriera nella città natale, divenendo in poco tempo “vicerè di Napoli” nella corrente andreottiana, contro avversari come Antonio Gava e Ciriaco De Mita, per poi passare dal 1976 in Parlamento. Sette volte deputato, con un passaggio all’Europarlamento nel 2004 con l’Udeur dopo la fine della Dc, fu ministro della Funzione Pubblica dal 1988 al 1989 nel Governo De Mita e ministro del Bilancio dal 1989 al 1992 nel VI e VII Governo Andreotti. Tra i soprannomi, anche “’O ministro”.
A fronte dei ritratti non sempre benevoli, Cirino Pomicino porta una ventata di innovazione nella politica, rompendo diversi schemi e ingessature, finisce per modernizzare la vecchia “Balena Bianca”.
Travolto da Tangentopoli, dal ‘93 inizia a ricevere una serie infinita di avvisi di garanzia. In tutto ebbe 42 processi, con 40 assoluzioni e due condanne. In due occasioni si arrivò alla prescrizione (nel primo caso avrebbe voluto rinunciarvi, ma il gip la applicò). Arrestato nel 1995, dopo quattro anni venne assolto dall’accusa di estorsione perché “il fatto non sussiste”. Una trafila giudiziaria che segna buona parte della sua esistenza, senza mai togliergli la passione e l’interesse per la politica.
Con Clemente Mastella torna in pista al Parlamento europeo negli stessi anni in cui collabora con il Giornale e Libero sotto lo pseudonimo di Geronimo. «Piango un amico», ha commentato ieri la notizia lo stesso Mastella, che ha tenuto i contatti fino alla scorsa settimana. «Abbiamo difeso, protetto e tutelato la storia gloriosa della Dc - scrive il sindaco di Benevento - contro gli strali ingenerosi di chi la considerava un fossile della storia. Senza nostalgie anacronistiche ma con fierezza».
Molti i ricordi della politica, per lo più dagli ex democristiani che hanno fatto con lui lunghi tratti di strada insieme. Parla di «una perdita incommensurabile» Giuseppe Gargani, esponente di spicco della corrente demitiana, attuale presidente dell'Associazione degli ex parlamentari ed ex sottosegretario alla Giustizia. «Paolo - dice - era un riferimento per noi, una guida, una intelligenza finissima, che sapeva interpretare i fatti e ce li trasmetteva...». Cordoglio anche da Pier Ferdinando Casini: «Ministro di rara intelligenza. È stato presente nel Parlamento nazionale anche nella cosiddetta Seconda Repubblica, segno di un entusiasmo e di un impegno mai venuti meno. Ci mancherà Paolo Cirino Pomicino, uno degli ultimi interpreti della Democrazia cristiana che oggi ci ha lasciato». Riflessioni e ricordi analoghi trasversali, da Osvaldo Napoli (Azione) a Maurizio Lupi (Noi Moderati) a Maurizio Gasparri (Forza Italia). Condoglianze alla famiglia anche da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa e da quello della Camera Lorenzo Fontana.
Primo a offrire un ritratto è Matteo Renzi. «Con Paolo Cirino Pomicino se ne va una delle personalità più raffinate della Prima Repubblica e una delle menti più interessanti e anticonformiste di questa lunga stagione di transizione politica. Le mie condoglianze a tutti coloro che gli hanno voluto bene», scrive sui social il leader di Italia viva.

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