mercoledì 26 maggio 2021
A margine dell'Udienza generale papa Francesco ha abbracciato e benedetto Lidia Maksymowicz imprigionata nel lager nazista di Aushwitz quando non aveva ancora tre anni. La sua storia / VIDEO
Il Papa bacia il numero tatuato sul braccio del'ex deportata ad Auschwitz

Il Papa bacia il numero tatuato sul braccio del'ex deportata ad Auschwitz - Vatican Media

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A volte un gesto, come un semplice bacio, parla più di mille discorsi. Racchiude in sé tutta l’umanità, la tenerezza, la compassione che le parole non riescono a esprimere. Ancora una volta è stato il Papa a ricordarcelo e testimoniarlo.

Questa mattina, a margine dell’udienza generale tenuta nel cortile di San Damaso, Francesco ha baciato il marchio, il numero tatuato simbolo di prigionia e oppressione impresso sul braccio di Lidia Maksymowicz, deportata bielorussa nel lager nazista di Auschwitz Birkenau dove fu imprigionata quando non aveva ancora tre anni.

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Come raccontò lei stessa all’incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio nell’estate 2019 a Cracovia, passò tre anni nel “blocco dei bambini” subendo diversi esperimenti medici da parte del terribile dottor Mengele, di cui le sono rimasti impressi gli stivali tirati a lucido e lo sguardo da invasato.

Della prigionia – disse nell’occasione – ricorda «la fame, i pidocchi, il terrore dei bambini all’arrivo dei medici e l’appello in cui venivano chiamati con i numeri che avevano tatuati sul braccio. I numeri mancanti - persone, bambini mai chiamati per nome - venivano sostituiti con gli ultimi arrivati, che condividevano con gli altri prigionieri il destino di affrontare il freddo nelle baracche e la spietatezza delle SS». Un’odissea del dolore su cui si è chinata la compassione del Papa, testimone dell’amore di Dio per ogni uomo e donna. Con una particolare predilezione per il dolore innocente.

Alla vicenda di Lidia Maksymowicz è ispirato il docu-film “La bambina che non sapeva odiare” di Elso Merlo.

Commovente la reazione della donna, raccolta da Vatican News: "Con papa Francesco ci siamo capiti con gli occhi, non dovevamo dirci nulla, non c'era bisogno di parole". Il bacio sul marchio sul braccio è stato un gesto che "mi ha rafforzato e riconciliato con il mondo".

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