lunedì 7 gennaio 2019
La Chiesa, ricorda Francesco, non è sole che brilla di luce propria ma luna che, pur con le sue ombre, riflette la luce del mondo, il Signore
Il Papa all'ambone per l'omelia della Messa dell'Epifania (LaPresse)

Il Papa all'ambone per l'omelia della Messa dell'Epifania (LaPresse)

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«Dio non sale alla ribalta del mondo per manifestarsi» e «si propone, non si impone, illumina ma non abbaglia». A sottolinearlo è papa Francesco, nell'omelia durante la Messa celebrata domenica a San Pietro per l'Epifania. Francesco mette in guardia dalla «tentazione di "girare le luci"» su potenti e personaggi illustri. IL TESTO DELL'OMELIA

«È sempre grande la tentazione di confondere la luce di Dio con le luci del mondo. Quante volte abbiamo inseguito i seducenti bagliori del potere e della ribalta, convinti di rendere un buon servizio al Vangelo! Ma così abbiamo girato le luci dalla parte sbagliata, perché Dio non era lì. La sua luce gentile risplende nell'amore umile. Quante volte poi, come Chiesa, abbiamo provato a brillare di luce propria! Ma non siamo noi il sole dell'umanità - ammonisce Bergoglio - Siamo la luna, che, pur con le sue ombre, riflette la luce vera, il Signore: Egli è la luce del mondo. Lui, non noi».

Il Papa ha poi spiegato il significato dei doni portati dai Re Magi. «Il Signore gradisce che ci prendiamo cura dei corpi provati dalla sofferenza, della sua carne più debole, di chi è rimasto indietro, di chi può solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio. È preziosa agli occhi di Dio la misericordia verso chi non ha da restituire, la gratuità!» ha detto spiegando il significato della mirra, l'unguento che avvolgerà il corpo di Gesù morto. I Magi donano al Bambino anche l'oro, «l'elemento più prezioso», che «ricorda che a Dio va dato il primo posto. Va adorato. Ma per farlo bisogna privare sé stessi del primo posto e credersi bisognosi, non autosufficienti». Infine l'incenso che «per profumare deve bruciare, così per la preghiera occorre "bruciare" un po' di tempo - ha indicato il Pontefice -, spenderlo per il Signore».

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