giovedì 21 dicembre 2017

Caro direttore,

«S’ode a destra uno squillo di tromba / a sinistra risponde uno squillo... ». Con i suoi versi Alessandro Manzoni sembra sintetizzare la situazione dell’Italia nell’attuale fase di preparazione alle elezioni politiche. E, come nella visione manzoniana, anche oggi – mutatis mutandis – i due eserciti contrapposti sono formati dall’alleanza provvisoria di “bande” allo sbando, alla ricerca di notorietà e di facili consensi. Quale potrà essere la conclusione elettorale più utile alle sorti del Paese e dei suoi abitanti? Ci sono sufficienti e solidi elementi per costruire un Paese capace di rispondere ai problemi della società? Grossa responsabilità quella di noi elettori!

Antonio Prezioso Padova

Comprendo i suoi amari dubbi, caro amico. Ma le ricordo che gli eserciti in campo non sono due, ma (almeno) quattro: centrodestra, centrosinistra, sinistra e 5 Stelle. E che dentro ogni esercito c’è un qualche (anche assai serio) problema di coesione... Per questo condivido la sua conclusione: la grande responsabilità di noi elettori sarà quella di contribuire a costruire col proprio voto un quadro politico «capace di rispondere ai problemi della società». Aggiungo solo che, vista l’ancora e sempre limitata possibilità per chi andrà alle urne di scegliere i propri eletti (non avremo voto di preferenza, non si annunciano primarie di collegio... ), un altro bel po’ di responsabilità grava sui leader di partito e di movimento. Se confezioneranno liste e candidature uninominali inadeguate, la distanza tra sentire dei cittadini e “politica” continuerà a crescere. E questo sarebbe un disastro.

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