Calciomercato, altro che «fake news»: è tutto vero
giovedì 20 luglio 2017

Esiste un posto, immaginario ma non troppo, dove la differenza tra bufale e notizie, tra l’incubo e il sogno, è esile esile. Sottile come la distanza che separa la fine di luglio, quando sono tutti campioni, dall’inizio di agosto e finalmente 'parla' il campo. Quel luogo si chiama 'calciomercato' ed è l’immancabile compagno di vacanze dello sportivo da ombrellone. L’unico argomento che annulla le differenze sociali, che agita la voce e infiamma il viso, però lo puoi liquidare con un’alzata di spalle e la più banale delle stroncature: «Ma figurati!».

La fabbrica di fake news, per eccellenza sin da quando neanche esistevano e il giornale era soltanto di carta. Talmente lontana dalla realtà che a volte le sue esclusive, quelle che «nessuno ha il coraggio di dire», si avverano. Almeno quest’anno. Bonucci al Milan? «Ma figurati!». E invece eccolo lì in rossonero, forse persino con la fascia di capitano. Sì, proprio lui, il simbolo della Juve dei sei scudetti di fila, quello che quando non giocava era in curva a tifare con gli ultras bianconeri.

Sai che Donnarumma firmerà per sei milioni l’anno e gli hanno assunto anche il fratello? «Ma figurati!», ha solo 18 anni, sarebbe assurdo dargli tutti quei soldi. Però la firma c’è, a siglare il ritorno a casa di uno che in realtà non se n’era mai andato, il portiere già fenomeno prima ancora di dimostrarlo. Per tacere di Neymar il funambolo brasiliano che il Paris Saint Germain vorrebbe strappare al Barcellona pagando 222 milioni di euro e offrendone al diretto interessato 30 a stagione. «Ma figurati!», nessuno pagherebbe una cifra simile. E invece sì, l’offerta c’è anche se gentilmente respinta dal diretto interessato che, dice, è felice dove sta. E poi Borja Valero che tradisce la 'sua' Fiorentina per andare all’Inter, Andrea 'il gallo' Belotti che rifiuta di partecipare alla campagna abbonamenti del Torino che l’ha reso grande, Biglia che saluta i nuovi tifosi dicendo «Forza Lazio!», cioè la squadra da cui se n’è appena andato.

E, ancora, Cassano che al mattino decide di ritirarsi e il pomeriggio giura amore al Verona, Carlos Tevez talmente malato di Argentina da restare in Cina, l’ex campione del mondo 2006 Zaccardo che cerca un contratto via Linkedin, un social network. Tutte fake news, false notizie che si avverano, sogni che diventano incubi o viceversa, e tu non sai più distinguere l’uno dall’altro. E ti viene il dubbio che non crederci sia una specie di password, la porta d’accesso per entrare in una realtà che neanche immaginavi. Una favola per restare ragazzi, quello che ciascuno di noi ridiventa quando la domenica un campione dribbla, calcia e il pallone finisce in rete.

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