martedì 14 novembre 2017
Caro direttore, prima di tutto ringrazio “Avvenire” che ha seguito fin dall’inizio la vicenda Pon (Programma Operativo Nazionale) e scuole paritarie. Un cammino iniziato nel settembre dell’anno scorso
Scuola (statale e paritaria) A che punto siamo con i Pon?

Caro direttore,
prima di tutto ringrazio “Avvenire” che ha seguito fin dall’inizio la vicenda Pon (Programma Operativo Nazionale) e scuole paritarie. Un cammino iniziato nel settembre dell’anno scorso che ha visto protagonisti diversi attori, ma in particolare due membri del Governo: la ministra Fedeli e il ministro De Vincenti coadiuvati dai loro uffici competenti. C’è stata una sinergia intelligente che ha prima di tutto sviscerato il problema, studiato possibili soluzioni e poi messo in campo un’azione.

Fa bene, secondo me, ogni tanto ripercorrere i passaggi di un lavoro fatto per fissare metodi e soluzioni che a volte nascono in modo casuale, quasi istintivo e non come esito ponderato di un percorso relazionale. Ma la domanda che i genitori e le scuole paritarie oggi si pongono è: a che punto siamo nel percorso iniziato? I due ministri con i loro relativi capi dipartimento hanno scritto una lettera che chiede, non solo ma elabora e propone una variazione dell’accordo in atto circa l’esclusione delle scuole paritarie italiane dall’accesso ai bandi europei chiamati “Pon”. La proposta di variazione indirizzata alla Commissione europea viene integrata e accolta favorevolmente.

Ora manca l’ultimo passaggio che è di competenza della Commissione stessa e cioè la modifica effettiva dell’Accordo che è un atto complesso e che non riguarda solo i Pon che tanto stanno a cuore alle scuole paritarie. Tempi previsti? Entro fine dicembre accordo esecutivo per permettere alla scuole di accedere ai primi bandi del 2018. Seguiremo con attenzione i passi europei con l’appoggio degli uffici del Miur. Ricordo che questa non è una questione solo di “soldi” ma di superamento di una grave discriminazione gravata sulle famiglie, sui docenti e sugli studenti di scuola paritaria e basata sul non riconoscimento della funzione pubblica delle scuole stesse.

Disparità che da anni ha fatto male a tutto il sistema scuola italiano. Grazie per lo spazio che “Avvenire” ci ha sempre messo a disposizione e che ci permette di informare tutti in modo trasparente e quindi costruttivo. Una buona informazione fa bene sempre perché rimette in moto una speranza civica.

* Vicepresidente nazionale Forum delle associazioni familiari

© Riproduzione riservata