sabato 24 dicembre 2011
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Caro direttore
leggendo Avvenire questa mattina (ieri, venerdì 23 dicembre - ndr) ho scoperto di essere stato scomunicato a mezzo stampa.
Apprezzo e difendo il sacrosanto diritto di critica ma penso di non essere blasfemo se, citando le parole del presidente della Cei Angelo Bagnasco, dico che si tratta di «polemiche senza fondamento».
L’altra sera ho partecipato ad una straordinaria serata di solidarietà. Il conduttore mi ha rivolto una domanda e mi spiace se il senso della mia risposta è stato frainteso, o stravolto. Proprio lei, caro direttore, ha scritto sul suo giornale un efficacissimo e didascalico editoriale in cui si racconta bene il meccanismo di esenzione dell’Ici. Avendolo pubblicato per due giorni di seguito, l’ho letto con piacere due volte.
La questione mi è chiara e non c’era e non c’è da parte mia alcun desiderio di riaprire fronti di dibattito del tutto inutili. Sono d’accordo con il cardinal Bagnasco sul fatto che possanoessere utili precisazioni volte a fare chiarezza ulteriore su quelle fattispecie più border-line (che non riguardano certo la Chiesa, per intenderci).
Non è tempo per privilegi, ho detto e confermo. Con la piena consapevolezza che l’unico privilegio da difendere è quello di un inestimabile patrimonio di solidarietà e fratellanza di cui la Chiesa ed i suoi fedeli sono esemplari testimoni. Tutto il resto è carta per incartare il pesce.
Cordialmente,
Corrado Clini
 
Ps: Caro direttore, posso contare sul sostegno suo e di Avvenire per riuscire a varare presto il decreto legge contro il dissesto idrogeologico? Il ministro ed il ministero dell’Ambiente sono impegnati molte ore al giorno per avere uno strumento normativo e risorse finanziare per evitare altre tragedie come quella di Genova. In questa battaglia, che evidentemente non è personale, mi farebbe piacere vedere schierato, non aprioristicamente o acriticamente, Avvenire. Come ha scritto lei stesso tempo fa, «c’è un grande lavoro da fare». Facciamolo, senza indugi e false polemiche
 
Buona la seconda, caro ministro. Buona la seconda. Cioè buona questa sua lettera e la netta precisazione che contiene. Sul palco genovese (e nel filmato circolato su internet) – per 'merito' principale, si fa per dire, di Pippo Baudo – era andato in scena ben altro, senza margini per fraintendimenti. Queste sue parole sono invece senza ombre.
Non posso, tuttavia, fare a meno di segnalare un "neo", che ancora una volta – e me ne dispiace – l’accomuna al noto presentatore: sia lei sia lui mi attribuite una «scomunica». Ma, per favore... Non mischiamo sacro e profano. E soprattutto manteniamo rispetto per le parole e senso della misura. Anche perché da qualche annetto scrivo e cerco di dimostrare con il mio lavoro, pur impegnandomi in serie battaglie civili, che le pagine di un giornale non sono e non possono diventare "tribunali", né giudiziari né delle coscienze. A Baudo, che dopo aver detto cose false sulla Chiesa che non paga l’Ici e «che deve pagare», mi dimissiona da democratico e – udite, udite: a proposito di "scomuniche"... – persino da cattolico, consiglio di nuovo di informarsi bene su ciò chela Chiesa fa (anche fiscalmente) in Italia e per l’Italia e, già che c’è, pure su che cosa sia una sistematica «attività senza fini di lucro». Magari, scoprirà un mondo interessante, che accomuna laici e cattolici... È il vero "spettacolo di bene" di gente che – per fede e umanità – agisce, accoglie ed educa senza "dare spettacolo" e senza cercare demagogicamente l’applauso. Tutto questo non merita le caricature velenose messe in circolo dai soliti noti e neanche le battute "dissestate" e ingenerose di un famoso conduttore di show. A proposito di disservizi e del post­scriptum del ministro, gli amici lettori sorrideranno: è evidente che la sua è una gentile domanda retorica. Loro come del resto lo stesso Corrado Clini, forte di una seria competenza e di una appassionata attenzione a questi temi, sanno assai bene che Avvenire è da anni al fianco di chi si batte per mettere in sicurezza la nostra bellissima Italia e la nostra gente, minacciate da mille fronti di dissesto idrogeologico. Anzi, spesso siamo stati un passo avanti a politici e tecnici: interpellandoli, incalzandoli, incoraggiandoli. Continueremo a farlo. Ricambio i cordiali saluti del ministro Clini. E a tutti – anche a Pippo Baudo, naturalmente – auguro un santo e sereno Natale di Gesù Cristo.
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