lunedì 10 marzo 2014
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I potenti della terra  alzano la posta dei loro giochi di guerra, le popolazioni inermi rischiano di perdere tutto. La guerra moderna è passata dal campo aperto alle trincee, dalle trincee alle strade, dalle strade alle case e alle piazze. Quando si dice la modernizzazione. Non ci siamo accorti che le nuove guerre si fanno ormai, dovunque, nei luoghi in cui i bambini giocano e vanno a scuola, e le famiglie vivono e si parlano? La guerra moderna è l’icona del disonore. Fra coloro che guidano le sorti del mondo, è rimasto qualcuno con la schiena abbastanza dritta da non volersi rassegnare a finanziare la discordia dei popoli? Fra i padri fondatori dell’Europa, persino qualche politico avevamo trovato, capace di questo. Non c’è forse più eredità per questo seme? Davvero siamo diventati così cinici che Cesare si accontenta di rispecchiarsi nelle sue monete, mentre Mammona distribuisce le carte che decidono il diritto e il torto?Abramo pregò Dio con insistenza, supplicandolo di far credito a un intero popolo, che non era il suo, in ragione di «dieci giusti» pronti a resistere all’ossessione del potere e alla corruzione del denaro. E Gesù iscrisse «fame e sete della giustizia» fra le beatitudini che rovesciano i banchi dei mercanti: miracoli di cui è capace la grazia, sottraendoci - anche all’ultimo istante - alla disperazione per il nostro destino.La Quaresima è il tempo di una più intensa e assidua «preghiera di intercessione», ha detto il Papa. La preghiera quaresimale si espone a Dio chiedendo umilmente illuminazione: a che cosa dobbiamo rinunciare, per cercare la giustizia e meritare la pace? Di questa preghiera, i segni della penitenza quaresimale sono soltanto il pro-memoria. Il resto va fatto sul campo del mondo. Non devi certo spiegarglielo, a Dio, quello che si deve fare. Puoi spiegarlo a te stesso, semmai, e ai tuoi simili, se ci riesci. La frontiera della preghiera di intercessione è già qui: fra le cose che sapresti di dover fare, e la tua impotenza a farle. Fra questi due estremi, chiedi indulgenza per la tua inettitudine e supplichi Dio di non farla pesare sugli altri. E lo scongiuri, persino, che trovi qualcuno migliore di te, purché la grazia della saggezza e del coraggio che sono necessari - entrambi - a scongiurare l’orribile prezzo umano dei giochi di guerra giunga in qualche modo a destinazione.

Perché senza testimoni capaci di sfidare la rassegnazione ai luoghi comuni del mondo, quella grazia perde la fede che cerca. E gli uomini la speranza. La solenne proclamazione di una preghiera di intercessione è per turbare la nostra inclinazione all’indifferenza, per sfidare l’ovvietà del ricorso alla violenza, per consegnare pubblicamente a Dio il giudizio sull’ostinazione del potere e del risentimento. La Conferenza episcopale italiana, raccogliendo la parola del Papa, chiede di concentrare in un solo gesto il segno della penitenza quaresimale e la preghiera di intercessione in favore dei popoli dell’Ucraina. Sceglie di accendere una luce su un punto di tensione in cui il potere e la libertà, che dovrebbero custodire insieme la vita, la dignità, la giustizia dei popoli, sono invece provocati alla guerra. La preghiera di intercessione a Dio in favore dei popoli scrive nel cielo la linea della nostra contraddizione fra la causa della vita e gli effetti di morte: perché tutti la vedano e inorridiscano.La politica è l’arte del possibile, la preghiera è la grazia dell’impossibile. Per quanti sbagli si aggroviglino intorno alla prima, non è mai troppo tardi per riaprire un varco alla seconda. Il pregiudizio dell’uomo di mondo sorrida pure (lo faccia con intima vergogna, però, per tutte le volte che predica la pace nell’assemblea dei popoli e razzola la guerra nei territori ricchi di materie prime). Noi ci raduneremo tutti lì, alle porte della misericordia di Dio, pronti alle rinunce necessarie, pur di restituire onore alla fame e alla sete di giustizia fra gli uomini.

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