mercoledì 8 novembre 2017

Il Papa considera la dimensione sinodale di primaria importanza per il cammino della Chiesa. È su questa scia che la Chiesa può ascoltare e integrare le donne, in modo non simbolico e in posizioni di piena responsabilità. Com’è stato osservato, infatti, la Chiesa senza le donne è un corpo mutilato. Il segnale che il Papa ha dato ieri designando due donne, madri di famiglia, specializzate rispettivamente in bioetica e diritto, impegnate a livello scientifico ed ecclesiale, per la posizione di sottosegretario del nuovo Dicastero per i laici, la famiglia e la vita mostra quanto questo processo debba intendersi come ormai avviato.

La bioeticista Gabriella Gambino e la giurista Linda Ghisoni esprimono quella Chiesa 'in uscita' nella quale le donne sono già attive su molte frontiere. Nella Chiesa l’autorità dei ministri consacrati e dei vescovi non va intesa come dominio o potere – sintomi di clericalismo – ma è sempre servizio al popolo di Dio. In questa chiave dovrebbe essere naturale che i laici ricoprano ruoli di responsabilità che non richiedono il ministero ordinato. Nella Evangelii gaudium il Papa si chiede se è proprio indispensabile che il prete stia sempre al vertice di tutto, come se si temesse di lasciar spazio ai laici, e quindi anche alle donne, mentre andrebbe riconosciuto lo spazio che è dovuto a ognuno.

Dove non è richiesto l’esercizio della potestà di giurisdizione, infatti, gli incarichi possono essere affidati a laici, e quando questo non accade l’esclusione delle donne dai processi decisionali nella Chiesa diventa ormai ingiustificabile. Con le nomine di ieri, il Papa ha dunque messo in pratica ciò che insegna dall’inizio del pontificato, mostrando come sia possibile inserire laiche in posizioni di rilievo (da Statuto, ogni sottosegretario del Dicastero è responsabile di uno dei tre settori di azione) in ambiti come la vita, la famiglia e i laici, ma anche la cultura, le comunicazioni, la nuova evangelizzazione, e poi ancora l’amministrazione, gli affari economici, i tribunali, e tutti i settori dove le donne mostrano una competenza universalmente apprezzata e riconosciuta.

Se c’è un criterio che dovrebbe ispirare la scelta dei candidati e delle candidate a ruoli di responsabilità nella Chiesa dovrebbe essere la competenza e lo spirito di servizio. Come disse il cardinale Kasper in un’intervista ad 'Avvenire', «occorre saper scegliere con discernimento le persone giuste, non scegliere persone che rispondono a dinamiche viziate». Papa Francesco, come sempre, ci mostra come si fa.

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