martedì 10 maggio 2016
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Gentile direttore, sono un ex agente professionista di assicurazione. Sono in pensione dal 1 gennaio 2006 dopo essere stato per 35 anni titolare di una Agenzia di assicurazione in libero appalto. In pratica sono stato l’agente generale della Milano Assicurazione dal 1° settembre 1969 appunto fino al 31 dicembre 2005. Una volta andato in pensione ho cominciato a percepire quanto previsto dall’Inps per la mia quiescenza e contemporaneamente ho iniziato anche a percepire un importo che mi derivava dal Fondo pensione agenti di assicurazione (Fpa) che durante il mio periodo lavorativo ho sempre pagato per poi poterne usufruire quando sarei giunto alla fine della mia carriera. In pratica dal 2006 io percepisco una pensione Inps e una pensione del mio Fondo pensione. Improvvisamente nel 2015 il Fpa mi scrive una lettera informandomi che la loro erogazione nei miei confronti viene ridotta del 40% perché il Fpa stesso ha problemi (finanziari) di bilancio e non è più in grado di pagare per intero gli importi dovuti agli aventi diritto. Il Fpa viene così commissariato con l’obiettivo di poter sistemare i conti economici, e mi si dice che a opera di risanamento conclusa saprò quanto della pensione che mi spetterebbe mi verrà effettivamente erogato. Sono sconcertato da fatti che mi colgono impreparato, senza che vi sia da parte mia la possibilità di poter fare qualcosa. Mai più potevo immaginare che un Fondo pensione potesse dichiarare una qualche insolvenza. Ritenevo inconsciamente di aver messo al sicuro per la mia vecchiaia, soldi che avevo versato io e che la mia azienda aveva dovuto obbligatoriamente raddoppiare. È giusto e corretto tutto questo? Posso oppormi a questa ingiustizia che non riguarda evidentemente solo me, ma anche diversi miei colleghi e potenzialmente tanti altri lavoratori? Vittorio Picchi Tortona (Al) Ha ragione il nostro lettore a essere sconcertato da ciò che è accaduto. Il caso del Fondo pensione agenti professionisti di assicurazione è tanto serio quanto (fortunatamente) unico. Il commissariamento di Fpa (o Fonage) si è reso necessario a maggio 2015 per la situazione di squilibrio finanziario in cui versa il Fondo, con risorse insufficienti a far fronte alle prestazioni previste. In questo quadro la Covip, che è l’autorità di vigilanza sui fondi pensione, ha disposto «in via provvisoria» una riduzione del 40% delle prestazioni, in attesa di definire un piano conclusivo di risanamento. «Allo stato – spiega la stessa Covip – è l’unica leva su cui l’autorità è potuta intervenire per evitare un ulteriore impoverimento del patrimonio del Fondo con conseguenti ripercussioni a danno degli iscritti». Il persistente stato di difficoltà finanziaria è determinanto anche dal mancato accordo tra le parti istitutive – le imprese d’assicurazioni riunite nell’Ania e le organizzazioni sindacali – sulle misure di risanamento da attuare. Misure che il commissario straordinario sta definendo sulla base delle direttive della Covip e che dovranno essere esaminate a breve dall’autorità stessa. La situazione, dunque, risulta in evoluzione, gentile signor Picchi, ma certo difficilmente potrà giungere a una conclusione positiva – con la messa in sicurezza dei conti economici e il ripristino per intero delle prestazioni previste – senza un’intesa tra le parti istitutive del Fondo stesso e l’avallo dell’autorità di vigilanza. La situazione di Fonage è peculiare, essendo l’unico fondo pensione italiano a 'prestazione definita' aperto a nuove adesioni, in quanto 'fondo preesistente' (alla legge di istituzione dei fondi pensione) rivolto a lavoratori autonomi. «Per tutti i fondi pensione (negoziali, aperti e Pip, Piani individuali pensionistici) che operano in Italia in regime di 'contribuzione definita', invece, situazioni analoghe non possono verificarsi». Parola di Autorità di vigilanza. E, in questo senso, speriamo sia davvero un caso più unico che raro. Francesco Riccardi © RIPRODUZIONE RISERVATA La rendita viene ridotta del 40% in seguito all’insolvenza È giusto? No, ma purtroppo con il Fpa è accaduto Un caso unico e non ripetibile
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