Verso il faccia a faccia di maggio: Trump e Xi costretti ad andare d'accordo?

Dopo lo slittamento dell'incontro, i due leader si vedranno a Pechino il 14 e il 15. Sul vertice l'ombra della guerra. E lo spettro di una crisi economica globale
April 23, 2026
La stretta di mano fra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud nel 2025
La stretta di mano fra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud nel 2025/ ANSA
Salvo repentini ripensamenti, e dopo lo slittamento avvenuto il mese scorso, il presidente cinese Xi Jinping ospiterà a Pechino il “collega” a stelle e strisce Donald Trump, un faccia a faccia che cade nel bel mezzo del tumultuoso rimescolamento dell’ordine internazionale in atto. Il 14 e 15 maggio, i due leader si incontreranno nella capitale cinese, sei mesi dopo il fuggevole vertice di Busan, in Corea del Sud e nove anni dopo il loro primo incontro negli Usa. Allora – nella cornice di Mar-a-Lago, in Florida – soffiarono i venti di un (cauto) ottimismo tanto che la diplomazia cinese salutò l’evento come “un punto di partenza per la promozione della pace, della stabilità e della prosperità dell’Asia-Pacifico». Nove anni dopo, di quell’ottimismo sembra rimasto bene poco. Le relazioni tra i due gigante sono state intorpidite da una serie di burrasche. E di scontri.
Nonostante la consueta enfatica retorica – “Xi Jinping è un uomo brillante. Se cercaste in tutta Hollywood qualcuno che possa interpretare il ruolo del presidente Xi, non lo trovereste. Non c'è nessuno come lui”, disse Trump nel 2023 – le due presidenze del tycoon sono state attraversate da toni e azioni decisamente anticinesi. La guerra commerciale, le sanzioni contro le aziende cinesi di alta tecnologia come Huawei, le dure critiche alla gestione della pandemia di Covid-19 scandirono il primo mandato del tycoon. E la seconda "stagione" di Trump si è mossa nella stessa direzione: nuova guerra commerciale, ondata di ritorsioni tra le due maggiori economie mondiali, poi “congelate” nella tregua raggiunta proprio al vertice Apec in Corea del Sud.
Sul faccia a faccia di Pechino non potranno non allungarsi le ombre sinistre della guerra scatenata da Usa e Israele in Medio Oriente. Come scrive il sito di analisi Responsible Statecraft “non c'è dubbio che la guerra e le sue conseguenze sul commercio globale saranno il punto numero uno all'ordine del giorno di quel tanto atteso vertice tra i due leader più potenti del mondo. L'urgente necessità di una collaborazione tra le superpotenze per contenere i conflitti regionali in tutto il mondo”. Eppure “Stati Uniti e Cina in questo caso, condividono una serie di obiettivi, non ultimo quello di impedire che l'economia globale precipiti nel baratro”.
La posta in gioco è enorme. Gli Stati Uniti e la Cina rappresentano circa il 40% dell'economia mondiale e dominano il commercio internazionale e la rete di approvvigionamento tecnologico. “Un eventuale cambiamento nelle relazioni tra Washington e Pechino avrebbe ripercussioni sull'intera economia globale”, scrive il sito Modern Diplomacy. Trump arriverà in Cina zavorrato da una guerra non risolta, Xi lo accoglierà con l’intenzione di rimarcare il ruolo “stabilizzatore” della Cina. Entrambi avranno la consapevolezza che la crisi iraniana non è solo un problema regionale, ma una sfida all’ordine mondiale.

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