A un mese dal voto la Slovenia è senza governo: torna in scena l'ex premier filo-Orbán
I liberali pro-Ue, che avevano vinto le elezioni di un soffio, non sono riusciti a trovare alleati. La palla passa al conservatore Janez Janša

Dopo un mese esatto dalle elezioni politiche del 22 marzo, la Slovenia si ritrova senza un governo e in uno scenario dettato dall’instabilità. Troppo ridotto lo scarto con cui il Movimento per la libertà, partito liberale del premier uscente Robert Golob, aveva superato i conservatori: primo per pochi decimali e soltanto un seggio in più rispetto ai 28 conquistati dal Partito democratico sloveno (Sds) dell’euroscettico pro-Trump e filo-Orbán Janez Janša, già tre volte primo ministro.
È apparsa fin da subito evidente la necessità di un’ampia intesa per raggiungere la maggioranza assoluta, 46 seggi sui 90 complessivi dell’Assemblea nazionale slovena, e avere così i numeri per governare. Soglia distante anche se si fosse riproposta la stessa formazione dell’ultimo governo, con i partiti minori di centrosinistra (Socialdemocratici e La sinistra) partner del Movimento per la libertà. Si sono rivelati tuttavia infruttuosi i colloqui, durati settimane, tra il premier uscente e i leader dei partiti di centrodestra entrati in Parlamento. «Non vediamo l'ora di lavorare all'opposizione», ha dichiarato Golob al termine delle consultazioni al palazzo presidenziale sloveno. Nessun accordo raggiunto, dunque, in grado di riportarlo sulla poltrona di primo ministro.
E ora? Janša, dopo l'incontro con la presidente della Repubblica Nataša Pirc Musar, ha spiegato ai giornalisti che l'Sds non sta al momento lavorando alla formazione di un esecutivo. Si dice pronto a ogni eventualità. Restare all’opposizioni, ricandidarsi a nuove elezioni, ma anche tornare al governo. «Tutte e tre le opzioni sono valide per noi», ha detto. Nonostante più esponenti dei gruppi di destra neghino l’esistenza di trattative in corso, secondo le indiscrezioni riferite dal quotidiano sloveno Delo i colloqui sarebbero invece intensi e già nei prossimi giorni si potrebbe arrivare a un accordo. L’ipotesi di un quarto governo Janša prende quota.
Un’intesa a destra era in realtà già stata raggiunta nella sessione inaugurale post-elezioni del nuovo Parlamento. Due settimane fa, il leader del partito antisistema e no-vax Resni.ca (Verità), Zoran Stevanović, era stato eletto presidente dell’Assemblea anche con i voti dell’Sds, dei cristiano-conservatori di Nuova Slovenia e dei Democratici di Anže Logar, ministro degli esteri nel terzo governo Janša. Parliamo di un insieme di partiti, definiti da Golob una «coalizione di truffatori, destinata a durare poco», che ha in comune varie proposte politiche e numerosi punti programmatici. E, nel complesso, arriva a 48 parlamentari, con possibilità di scavalcare in prospettiva la soglia per la maggioranza assoluta.
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