Ucraina, massiccio attacco russo su Kiev nella notte
Il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, auspica che una svolta arrivi da Pechino nell'ambito del faccia a faccia tra Donald Trump e Xi Jinping: "Solo la pressione può costringere Mosca a fermarsi"

Nella notte, la Russia ha lanciato un massiccio attacco aereo su Kiev e su diverse altre regioni uccidendo almeno due persone e ferendone decine (31 solo nella capitale). È il primo bombardamento combinato, con 56 missili e 675 droni, dalla fine del breve cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. L’attacco è avvenuto poche ore dopo la pioggia di droni che, ieri, insolitamente in pieno giorno, ha causato sei morti.
Le autorità ucraine hanno sottolineato che nel mirino di Mosca sono finiti edifici residenziali infrastrutture civili. Il vice primo ministro Oleksiy Kuleba ha segnato un’offensiva sui porti e sulla rete ferroviaria di Odessa. Le immagini diffuse dal Servizio statale di emergenza mostrano i soccorritori a Kiev intenti a scavare tra le macerie di un edificio residenziale crollato alla ricerca dei sopravvissuti.
«Ci sono persone intrappolate sotto le macerie», ha scritto su Telegram Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare della capitale, precisando che l’edificio residenziale parzialmente crollato si trova nel distretto orientale di Darnytskyi.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha affermato che l’attacco, avvenuto durante la visita del presidente statunitense Donald Trump in Cina, dimostra che la Russia vuole continuare a combattere nonostante gli sforzi di pace promossi da Washington.
«Non dovrebbero esserci illusioni o false speranze: solo una pressione su Mosca può costringerlo a fermarsi», ha scritto su X. «Sono certo che i leader degli Stati Uniti e della Cina abbiano abbastanza influenza su Mosca per dire a Putin di porre finalmente fine alla guerra». Un comunicato del ministero degli Esteri di Pechino ha fatto sapere che Trump e il presidente cinese Xi Jinping «si sono scambiati opinioni sulle principali questioni internazionali, compresa la crisi ucraina».
I combattimenti tra Russia e Ucraina si protraggono ormai nel quinto anno, nonostante gli sforzi di pace sostenuti dagli Stati Uniti, che hanno avuto risultati limitati e prodotto pochi progressi concreti.
Nel frattempo, in tribunale di Kiev ha chiesto la detenzione preventiva per Andriy Yermak, l'ex potente braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky, sotto accusa per corruzione. Secondo i media locali, i giudici hanno deciso di mettere Yermak in detenzione preventiva per 60 giorni o di pagare una cauzione di 140 milioni di grivnie, pari a circa 2,7 milioni di euro.
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