Tra i cattolici Usa che hanno votato Trump. «Così manca di rispetto alla nostra fede»

di Elena Molinari, New York
In America crescono sgomento e frustrazione per le parole del presidente, che ha rifiutato di scusarsi con Leone XIV e ha rincarato la dose. CatholicVote: è stato commesso un errore. Scrittori e opinionisti: insulto ai credenti. Critiche per l'immagine blasfema fatta con l'AI. Solo lo stratega Bannon difende il tycoon
April 14, 2026
Tra i cattolici Usa che hanno votato Trump. «Così manca di rispetto alla nostra fede»
Una processione del Venerdì santo a Washington negli anni scorsi / Ansa
Si allargano le reazioni negli Stati Uniti agli attacchi di Donald Trump contro il Papa e all’immagine che lo ritraeva come Gesù. Ieri si sono concentrate soprattutto tra esponenti e organizzazioni del mondo cattolico e cristiano laico, compresi ambienti tradizionalmente vicini al presidente.
Ad alimentare il disappunto è il rifiuto del presidente Usa di fare marcia indietro. In un’intervista conta trasmissione “60 Minutes”, ha ribadito le sue critiche al Pontefice, sostenendo che «dice cose sbagliate e non credo che debba occuparsi di politica». Alla domanda se intendesse contattarlo, ha risposto con un secco «no», confermando che «non ho nulla di cui scusarmi».
Poi ha rincarato la dose al Corriere della Sera: «Il Papa non ha idea di cosa sta succedendo in Iran – ha detto – non capisce e non dovrebbe parlare di guerra». John Yep, presidente di Catholics for Catholics, associazione che negli anni ha mantenuto rapporti stretti con l’entourage trumpiano e ha organizzato eventi anche a Mar-a-Lago, ha parlato apertamente di «tristezza e frustrazione». «Siamo davvero confusi da questo presidente – ha detto – dopo che i cattolici gli hanno dato un voto così forte, sta trattando la nostra fede con tale mancanza di rispetto».
Una preoccupazione simile emerge anche da altri ambienti conservatori. Joshua Mercer, cofondatore di CatholicVote – organizzazione che nel 2024 contribuì a consolidare il sostegno cattolico a Trump – ha ammesso che «non dovresti veramente commettere errori come questo», riconoscendo il rischio politico di uno scontro aperto con il Papa.
Le reazioni si sono concentrate anche sulla diffusione dell’immagine AI in cui Trump appariva con tratti cristologici, mentre imponeva le mani a un malato, poi rimossa dallo stesso presidente che ha negato paralleli religiosi. Il pastore Douglas Wilson, ministro protestante evangelico statunitense influente nella destra religiosa americana, l’ha definita senza esitazioni «blasfema», mentre numerose voci cattoliche ed evangeliche hanno parlato di «insulto ai credenti». Anche figure mediatiche del mondo cattolico, come Matt Fradd, hanno invitato i fedeli a reagire con la preghiera, chiedendo di recitare il rosario «per tutti i bestemmiatori».
Il disagio ha attraversato anche ambienti solitamente allineati con Trump. Rod Dreher, scrittore cristiano, ha dichiarato che «non c’è alcun vantaggio per un politico nel litigare con il Papa» o nel considerarlo «nient’altro che un leader politico in veste bianca». Più duro il suo giudizio sul fotomontaggio: «Non sto dicendo che Trump sia l’Anticristo, ma sta irradiando lo spirito dell’Anticristo», ha detto. La decisione di rimuovere il post con l’immagine è stata letta come un segnale di cautela della Casa Bianca, anche se il presidente l’ha motivata sostenendo che «la gente era confusa».
Alcuni strateghi repubblicani, infatti, temono che episodi di questo tipo possano erodere il sostegno cattolico in vista delle elezioni di midterm di novembre, già considerate impegnative per il partito del presidente. Altri, come Steve Bannon, ritengono invece che la linea dura contro il Papa possa rafforzare una parte della base conservatrice, soprattutto sul tema dell’immigrazione. Trump continua a definirsi cristiano e nella sua Amministrazione figurano numerosi cattolici, almeno otto membri del suo governo, tra cui il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Allo stesso tempo, Leone XIV, primo pontefice americano della storia, gode di una visibilità e di un consenso rilevanti negli Stati Uniti: un sondaggio della NBC lo descrive come più popolare del presidente tra gli americani.
L’attacco al Papa ha dunque sicuramente aperto una frattura fra l’Amministrazione Trump e il mondo cristiano Usa che appare crescere di ora in ora, soprattutto di fronte al rifiuto del capo della Casa Bianca di fare marcia indietro. «È difficile capire se questo segnerà un punto di rottura – ha osservato David Gibson, direttore del Center on Religion and Culture della Fordham University –. È un momento importante: i cattolici americani sceglieranno il Papa o il presidente?»

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