Sospeso il Procuratore della Corte penale internazionale. «Condotte inappropriate»

Kaim Khan ha sempre respinto le accuse. Ora sarà l'Assemblea degli Stati a dover decidere. Le indagini interne escludono influenze da Paesi convolti nelle inchieste su crimini internazionali
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June 9, 2026
Sospeso il Procuratore della Corte penale internazionale. «Condotte inappropriate»
il procuratore internazionale Kharim Khan
Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, è stato temporaneamente sospeso al termine di un procedimento disciplinare avviato dopo accuse di abusi sessuali nei suoi confronti. Il caso è stato deferito all’Assemblea degli Stati Parte, l’organo competente a pronunciarsi in via definitiva. La misura resterà in vigore fino alla decisione finale dell’Assemblea. La valutazione si è fondata sull’indagine condotta dall’Ufficio dei servizi di controllo interno delle Nazioni Unite (Oios), sulle prove raccolte nel corso dell’inchiesta, sul parere di un gruppo di esperti giuridici e sulle memorie presentate dalle parti. L’Assemblea degli Stati Parte è l’organo di controllo gestionale e legislativo della Corte penale internazionale. Ne fanno parte i rappresentanti degli Stati che hanno ratificato o aderito allo Statuto di Roma. Il suo Bureau è composto da un presidente, due vicepresidenti e diciotto membri eletti dall’Assemblea per un mandato di tre anni.  Il comitato composto da 21 Stati membri ha votato a maggioranza un documento secondo cui Khan si sarebbe reso responsabile di condotte scorrette. Khan, noto avvocato britannico, ha sempre negato le contestazioni, emerse per la prima volta nel 2024. Le accuse erano state presentate da una donna che lavorava con lui nella sede della Corte all’Aja.Il deferimento del procedimento ai 125 Stati membri rappresenta un passaggio senza precedenti per la Corte penale internazionale e potrebbe aprire la strada a un voto sulla rimozione del procuratore dall’incarico. A meno che lo stesso Khan non decida di dimettersi. I risultati preliminari delle indagini Onu, inizialmente favorevoli a Khan, avevano fatto presagire le dimissioni del procuratore che così sarebbe uscito a testa alta dal procedimento e avrebbe tolto la Corte penale dall’imbarazzo. Khan ha invece deciso di andare avanti nonostante le ombre. Una nota dell’Assemblea degli Stati precisa che la sua sospensione «non costituisce un’indicazione dell’esito finale» del procedimento. La decisione dell’organo di governo della Cpi intende proteggere l’operato della Corte nel momento in cui sono in corso indagini delicate e altre richieste di mandati di cattura internazionali vengono esaminate. La donna che lo accusa sostiene che il procuratore avrebbe tenuto comportamenti sessuali coercitivi e non consensuali per un periodo prolungato. I presunti episodi sarebbero avvenuti in camere d’albergo durante missioni di lavoro, nell’ufficio di Khan e nella sua abitazione.Alcune speculazioni giornalistiche avevano messo l’indagine in relazione ad alcune inchieste della Procura internazionale, in particolare quella sui presunti crimini commessi da esponenti del governo Israeliano, ma il materiale raccolto nel corso delle indagini interne esclude condizionamenti esterni.

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