India, vincono gli "scarafaggi": via il ministro dell'Istruzione

di Redazione Esteri
Il movimento giovanile ha annunciato la fine delle proteste: «Le nostre richieste sono state accolte». Tra le forme di pressione, il lungo sciopero della fame di un attivista
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July 25, 2026
Giovani indiani con le braccia al cielo e il sorriso, davanti a una bandiera dell'India
Giovani del movimento "Partito degli scarafaggi" (Cjp) esultano dopo l'annuncio delle dimissioni del ministro dell'Educazione, a New Delhi / ANSA
Il portavoce del movimento politico-satirico indiano Partito popolare degli scarafaggi ha dichiarato che la protesta a New Delhi terminerà. «Tutte le nostre richieste sono state accolte, pertanto chiediamo ai manifestanti di ritirarsi immediatamente e di tornare a casa pacificamente», ha detto Ashutosh Ranka al termine di un incontro con alcuni ministri del governo. L’annuncio arriva dopo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan che i manifestanti, tra cui molti giovani e studenti, chiedevano da oltre un mese dopo una presunta fuga di informazioni sulle domande del test di ingresso alla facoltà di Medicina svoltosi a maggio. «In questo momento siamo molto felici» commentavano ieri i manifestanti a Delhi, sventolando il tricolore indiano.
Il Cockroach janta party (Cjp) non è un partito politico tradizionale bensiì un movimento giovanile nato sui social media in seguito a una controversia locale. Il nome deriva da un'affermazione attribuita al giudice della Corte Suprema Surya Kant il quale, durante un'udienza a maggio, paragonò alcuni giovani disoccupati e attivisti a "scarafaggi" e "parassiti: un commento che scatenò l'indignazione online. I sostenitori hanno successivamente adottato l'insulto come simbolo di protesta, trasformandolo in un'identità satirica utilizzata per sfidare la magistratura e l'establishment politico.
Il movimento aveva chiesto le dimissioni del ministro Pradhan, ritenendolo politicamente responsabile delle irregolarità segnalate in diversi esami ufficiali. Tra questi figura il Neet-Ug, l'esame di ammissione nazionale alle facoltà di Medicina e una delle prove più competitive del Paese. In India, questi esami non determinano solo l'ammissione all'Università e l'accesso a impieghi pubblici, ma rappresentano anche una delle poche vie di mobilità sociale per milioni di giovani. Di conseguenza, qualsiasi sospetto di manipolazioni o vantaggi illeciti mina direttamente la fiducia nella natura meritocratica di tali esami.
L'indignazione è confluita online su Cjp, una pagina satirica creata da uno studente indiano, Abhijeet Dipke, che ha ottenuto oltre 22 milioni di follower su Instagram nel giro di pochi giorni. Sebbene sia nata come reazione virale, nelle settimane successive Dipke ha portato la sua protesta a Jantar Mantar - il principale luogo di manifestazione di Nuova Delhi - e in altre città del Paese. Da lì ha organizzato un corteo verso il Parlamento indiano, programmato in concomitanza con l'apertura della sessione legislativa, per intensificare la pressione politica sul governo. La polizia ha limitato gli assembramenti all'area designata per la protesta e ha messo in atto imponenti misure di sicurezza per bloccare l'avanzata dei manifestanti.
L'attivista Sonam Wangchuk non faceva parte del nucleo originario di Cjp, ma il suo coinvolgimento ha dato al movimento un volto simbolo riconosciuto a livello nazionale. Originario del Ladakh, ingegnere e riformatore del sistema educativo, nel 2018 ha ricevuto il premio Ramon Magsaysay - spesso definito il "Nobel asiatico" - per il suo impegno nell'istruzione, nella sostenibilità e nello sviluppo delle comunità. Wangchuk ha intrapreso uno sciopero della fame per chiedere le dimissioni del ministro dell'Istruzione, diventando uno dei volti più noti della protesta. Le sue iniziative hanno collegato le rivendicazioni studentesche a una forma di pressione profondamente radicata nella storia indiana: il digiuno come protesta morale. Sabato scorso, la polizia lo ha trasferito in un ospedale di New Delhi dopo uno sciopero della fame durato 21 giorni durante i quali ha assunto solo acqua e sale.
Il movimento riflette la realtà di una vasta popolazione giovanile in competizione per un numero limitato di posti nel sistema educativo, impieghi pubblici e opportunità di mobilità sociale ascendente in un Paese di oltre 1,4 miliardi di abitanti. La frustrazione si accompagna a un mercato del lavoro che non riesce ad assorbire i giovani a un ritmo adeguato. Secondo i dati ufficiali, il tasso di disoccupazione complessivo nel 2025 è stato del 3,1%, raggiungendo tuttavia il 9,9% nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 29 anni.

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