Scandalo fondi Ue in Grecia: terremoto nel governo Mitskotakis
La Procura europea antifrodi ha richiesto la revoca dell'immunità parlamentare di undici deputati del partito di maggioranza. Due ministri si sono dimessi, opposizioni all'attacco

Cresce la pressione sul governo greco guidato dal conservatore Kyriakos Mitsotakis, dopo che il partito di maggioranza Nea Dimokratia è finito al centro della bufera per via di un’inchiesta europea. Uno scandalo legato a una presunta frode milionaria nell’impiego dei sussidi agricoli dell’Ue, che ha spinto nei giorni scorsi la Procura europea antifrodi (Eppo) a richiedere la revoca dell'immunità parlamentare di undici deputati per poter proseguire le indagini. I loro nomi non sono stati rivelati dall’Eppo, ma i principali giornali greci hanno rapidamente diffuso le identità degli indagati: sono tutti esponenti del partito di Mitsotakis. Le opposizioni, Pasok in testa, sono subito andate all’attacco del governo, chiedendo le dimissioni del premier ed elezioni anticipate.
Tra i parlamentari finiti sotto la lente d’ingrandimento ci sono Kostas Tsiaras e Giannis Kefalogiannis, che nel fine settimana scorso hanno presentato le dimissioni dalla carica rispettivamente di ministro dell'Agricoltura e ministro per la Crisi climatica e Protezione civile. Ma il terremoto nel governo greco non si è fermato qui. Si sono infatti dimessi anche il viceministro della Salute Dimitris Vartzopoulos e il viceministro dell’Agricoltura Christos Kellas.
Il giornale greco Kathimerini riferisce che sono stati gli stessi undici parlamentari citati nelle carte, pur dichiarandosi estranei ai fatti contestati, ad annunciare l’intenzione di rinunciare alla loro immunità, nel tentativo di chiarire la propria posizione davanti ai magistrati europei. Le ipotesi di reato includono frode informatica, false attestazioni e istigazione alla violazione del dovere d'ufficio. Oggi, 7 aprile, la commissione deontologica del parlamento ha iniziato a discutere della richiesta della Procura, ma nelle prossime settimane toccherà all'organo legislativo ellenico riunirsi in seduta plenaria per approvare la revoca dell'immunità.
Chiamato a un rimpasto dell’esecutivo, Mitsotakis ha nel frattempo affidato il ministero dell’Agricoltura a Margaritis Schinas, già portavoce della Commissione europea con Jean-Claude Juncker e vicepresidente della prima Commissione von der Leyen. L’ex ufficiale dell’esercito greco Evangelos Tournas è invece stato scelto come nuovo ministro per la Crisi climatica.
Lo scandalo era emerso un anno fa, prima di ampliarsi in modo progressivo: già lo scorso ottobre decine di persone, che sarebbero coinvolte nella vicenda, erano state arrestate in Grecia. Le autorità parlano di una frode «massiccia e sistematica», accompagnata da presunte attività di riciclaggio di denaro per l'assegnazione dei sussidi agricoli dell'Ue. In particolare, i fatti che vengono contestati agli undici politici ellenici dal procuratore europeo risalgono al 2021, al periodo del primo mandato di Mitsotakis, che si trova a capo dell’esecutivo dal 2019.
Al centro dei pensieri del premier greco, che sostiene che «stando a una prima valutazione delle informazioni, è chiaro che non tutti i casi hanno la stessa gravità», ci sono le prossime elezioni, in programma tra un anno. Saranno settimane delicate per il partito conservatore e l'intero governo. La sinistra greca, nel frattempo, sta scaldando i motori, con l’ex premier Alexis Tsipras che si è detto pronto a tornare in campo con un nuovo soggetto politico.
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