Quando un lavoro non basta più: la corsa dei sudcoreani per il doppio impiego

Quasi la metà dei lavoratori coreani dichiara di avere un'attività secondaria. I rischi di "un'esondazione" e della scomparsa del tempo libero
January 28, 2026
Quando un lavoro non basta più: la corsa dei sudcoreani per il doppio impiego
epa12684103 South Korean dealers work in front of monitors at Hana Bank in Seoul, South Korea, 27 January 2026. The benchmark Korea Composite Stock Price Index (KOSPI) jumped 135.26 points, or 2.73 percent, to close at 5,084.85, despite US President Donald Trump stating that he plans to raise tariffs and auto duties on South Korean imports to 25 percent from 15 percent, citing delays by the South Korean legislature in implementing a bilateral trade agreement. EPA/JEON HEON-KYUN
Un impiego non basta più. Almeno ai giovani adulti sudcoreani. Il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio nel Paese asiatico, con l’esercito dei “N-jobbers” – le persone che svolgono più di un lavoro - che avanza. Come riporta il Korea Times, il numero di lavoratori con un secondo impiego, sia a tempo indeterminato che determinato, ha raggiunto quota 404.409 nel mese di ottobre del 2025. Il loro numero cresce, ininterrottamente, da cinque anni. Secondo un sondaggio del portale di lavoro Incruit, quasi la metà dei lavoratori coreani dichiara di avere un'attività secondaria, con la partecipazione più alta tra i ventenni (55,2%) e i trentenni (57%). I numeri potrebbero essere molto più alti: molti lavoratori preferiscono non rivelare ai datori di lavoro le proprie fonti di reddito secondarie.
Qual è l’intreccio di motivazioni che “spinge” il fenomeno? Il primo, e probabilmente il più “prepotente”, è l’aumento del costo della vita. "Il ritmo di crescita dei salari non tiene il passo con l'aumento del costo della vita", ha spiegato Kim Sung-hee, direttore dell'Istituto per le Politiche Industriali e del Lavoro. L'82,5% dei lavoratori “multipli” indica nella necessità “di un reddito aggiuntivo, per coprire le spese quotidiane, risparmiare per le emergenze o prepararsi a spese impreviste” la principale molla per la ricerca di un secondo lavoro. Secondo la stampa coreana, la tendenza riflette però anche “un cambiamento più profondo nel modo in cui i giovani coreani concepiscono il lavoro e la carriera. L'elevata inflazione, i salari stagnanti e le condizioni di lavoro volatili hanno eroso la fiducia nei percorsi di carriera tradizionali”. C’è poi una fetta crescente di "N-jobber" che vede nel lavoro multiplo “la possibilità di un percorso verso l'auto-miglioramento, il personal branding o la realizzazione di sogni a lungo termine”.
L’effetto, inevitabile, di questa moltiplicazione degli impieghi è l’aumento complessivo delle ore fagocitate dal lavoro. E la conseguente “compressione” – e, in alcuni casi, sparizione – del tempo da dedicare agli affetti, alle relazioni, alle passioni. Secondo un rapporto del Korea Institute of Labor Safety and Health, i giovani multipli lavorano in media 58,7 ore a settimana, con alcuni che arrivano a quasi 97 ore. Una tendenza che rischia di esasperare un fenomeno strutturale del mercato del lavoro sudcoreano.
Nel 2024, la Corea del Sud ha registrato 1.859 ore di lavoro effettive, rispetto alla media Ocse di 1.708 ore. Uno studio del settembre 2025 ha rilevato che, nonostante l’“esplosivo” monte ore, la Corea del Sud si colloca solo al 22° posto su 36 nella classifica che registra la produttività del lavoro, al di sotto dei Paesi che attualmente implementano o stanno discutendo la settimana lavorativa di quattro giorni.
L’adozione completa della settimana lavorativa di cinque giorni è arrivata in Corea del Sud nel 2011. Mentre si studia un ulteriore taglio a 4 giorni. Il tema incrociare un altro dossier critico (e fondamentale) per il futuro di Seul: quello dell’“inverno demografico”, con il Paese che rischia di dissolversi: secondo il Korean Peninsula Population Institute for Future, la popolazione coreana potrebbe diminuire dagli attuali 51,68 milioni a 15,73 milioni entro il 2125. L’equilibrio tra vita lavorativa e lavoro è indicato così da molti come “l'unica chiave per risolvere i bassi tassi di natalità e la lenta crescita della Corea del Sud”.

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