sabato 13 gennaio 2018
La frase ingiuriosa, detta a porte chiuse, non è stata smentita dalla Casa Bianca. Trump cancella la visita a Londra in programma per il mese prossimo. Spunta anche un pagamento a una pornostar
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (LaPresse)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (LaPresse)

«Presidente Trump, un giorno ti condurrò in un cesso di Paese chiamato Ghana. La prima tappa sarà composta dal Castello di Osu, dal Castello Elmina e dagli oltre 40 forti nei quali sono stati detenuti circa 30 milioni di schiavi, picchiati e imbarcati come barattoli di sardine, e poi ti racconterò la storia dell’Africa e perché le persone come te hanno reso quel continente un “cesso”». È un

cittadino ghanese, Edmond Prime Sarpong, a rispondere via Facebook con queste parole al presidente Usa Donald Trump

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All’uomo che con stile tutt’altro che presidenziale sta umiliando secoli di diplomazia, oltre che di storia. Deve esserci un problema grosso, a Washington, se la tanto sbandierata contrapposizione al politically correct della nuova Amministrazione viene scambiata per libertà d’insulto. Haiti, Salvador, l’Africa nel suo complesso. «Cesso di Paesi», li ha definiti ieri sera il presidente Usa in un incontro a porte chiuse con alcuni parlamentari, prima di provare a correggere il tiro sull’onda delle polemiche.
L’incontro era dedicato al tema della protezione dei migranti giunti negli Stati Uniti. E qui, secondo il racconto del Washington Post confermato da due fonti, il presidente è sbottato: «Perché abbiamo tutta questa gente da cessi di Paesi?», usando in inglese la parola «shithole». Gli Stati Uniti, ha tuonato il tycoon, dovrebbero invece puntare su gente in arrivo dalla Norvegia, il cui primo ministro era stato il giorno precedente alla Casa Bianca.


Resosi forse conto della marea di critiche in arrivo, il presidente Usa ha quindi negato via Twitter, scrivendo di aver usato sì un «linguaggio rude», ma di non aver usato «quelle parole», confermate invece dal senatore democratico Dick Durbin, presente all’incontro. Trump ha quindi bocciato l’accordo bipartisan sui Dreamers, i giovani immigrati arrivati negli Usa da minorenni, definendolo un «grosso passo indietro». In base all’intesa, che riguarda anche altri aspetti sull’immigrazione, il muro con il Messico non avrebbe finanziamenti «adeguati», il sistema di lotteria per i permessi di soggiorno sarebbe «peggiorato» e gli Usa «sarebbero costretti a prendersi grosse quantità di persone» da Paesi con un «alto tasso di criminalità» e «in cattive condizioni». Il presidente Usa vuole invece un «sistema basato sul merito» e «persone che ci aiutino a portare il nostro Paese a un livello più alto».

Più norvegesi, dunque, e meno africani e centroamericani, per i desideri del presidente americano. Che peraltro, al di là delle smentite, è recidivo. Basti pensare che il magnate del mattone di New York annunciò la sua discesa in campo dicendo che i messicani che sceglievano di trasferirsi in Usa erano tutti stupratori: «Non sono nostri amici, portano droghe e crimine». A giugno scorso, durante un altro incontro riservato, il presidente Usa aveva invece detto che tutte le persone in arrivo in Usa da Haiti «hanno l’Aids» e che quelle provenienti dalla Nigeria dovrebbero tornarsene nelle loro «capanne» in Africa. Allora, la Casa Bianca nemmeno smentì. Opinioni dure anche quelle relative ai rifugiati siriani, definiti uomini forti e giovani che potrebbero avere legami con il Daesh.

Mentre il Salvador presentava una protesta formale, le Nazioni Unite condannavano ieri i nuovi commenti di Trump, definendo le sue parole, tramite il portavoce dell’Alto commissario per i diritti umani Rupert Colville, «scioccanti, vergognose e razziste». L’Unione Africana ha bollato come «dolorose e inquietanti» le parole del presidente americano, «tanto più dolorose se si tiene conto della realtà storica dei tanti africani arrivati negli Stati Uniti come schiavi». Rabbia e ironia anche sui social network, dove tanti utenti hanno accusato Trump di razzismo e ignoranza, ricordando che lo scorso anno aveva parlato della Namibia ribattezzandola «Nambia». In tanti hanno fatto ricorso all’ironia, postando immagini dei moderni skyline e delle bellezza naturali dei loro Paesi sotto l’hashtag «shithole». «I presidenti devono fare attenzione al loro comportamento», è stata la chiosa di Barack Obama.

Trump cancella la visita a Londra

Il presidente Trump ha annunciato di avere cancellato la sua visita a Londra prevista per il mese prossimo in occasione dell'inaugurazione della nuova ambasciata americana. «Non sono un fan della amministrazione Obama che ha svenduto per una manciata di noccioline la più bella e meglio posizionata ambasciata di Londra solo per il gusto di costruirne una nuova al prezzo di 1,2 miliardi di dollari. Mica un grande affare. E volevano che andassi a tagliare i nastro. No!», ha scritto su Twitter.

La nuova sede dell'ambasciata Usa a Nine Elms a Londra (Ansa)

La nuova sede dell'ambasciata Usa a Nine Elms a Londra (Ansa)

Secondo il quotidiano britannico Guardian, che cita fonti vicine all'amministrazione, a sostituire il presidente a Londra potrebbe essere il segretario di Stato Rex Tillerson.

Sullo sfondo restano le tensioni dello scorso novembre, quando Trump ritwittò i video anti-islam di Britain First, un gruppo di estrema destra, provocando l'indignazione della premier britannica Theresa May che condannò il gesto tramite le dichiarazioni ufficiali di un portavoce. In quell'occasione il presidente rispose via Twitter invitando la premier ad occuparsi piuttosto del terrorismo interno.

Un anno fa May era stata il primo capo di Stato ospitato alla Casa Bianca dopo l'insediamento di Trump e in quell'occasione aveva invitato il presidente a Londra. Un viaggio ufficiale, questo, mai organizzato in passato a causa delle consistenti minacce di manifestazioni e disordini.

Il pagamento «sospetto» a una pornostar

Un'altra tegola si abbatte sul capo della Casa Bianca, mentre il suo medico afferma che i test medici ai8 quali ieri si è sottoposto il presidente sono andati bene: "E' in ottima salute", ha affermato il dottor Ronny Jackson. Il tycoon, secondo i media, avrebbe comunque un altro "scheletro nell'armadio". Avrebbe pagato 130.000 dollari per il silenzio di una pornostar a un mese dalle elezioni presidenziali del 2016. La donna avrebbe reso pubblica la storia del suo incontro sessuale con l'attuale presidente americano e allora sarebbe stata messa a tacere con il pagamento, affermano fonti di stampa americane. Lo scrive l'agenzia Dow Jones. La donna è Stephanie Clifford, attrice porno conosciuta con il nome d'arte di Stormy Daniels. L'incontro con Trump sarebbe avvenuto dopo che i due si conobbero nel 2006 nel corso di un torneo di golf. Trump sposò Melania Trump nel 2005.

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