martedì 31 ottobre 2023
Padre Thaddeus Tarhembe era stato prelevato nella parrocchia di Sant’Anna nello Stato di Taraba. Solo pochi giorni fa l'uccisione di un benedettino nello Stato di Kwara
Padre Thaddeus Tarhembe

Padre Thaddeus Tarhembe - Fides

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È stato liberato ieri il sacerdote rapito in Nigeria domenica. Padre Thaddeus Tarhembe era stato prelevato nella canonica della parrocchia di Sant’Anna nello Stato nord-orientale di Taraba. Lo rende noto l'agenzia Fides, che riporta la dichiarazione del direttore delle comunicazioni della diocesi di Wukari, padre John Laike: “Desideriamo informare la popolazione che il reverendo padre Thaddeus Tarhembe, sacerdote della diocesi cattolica di Wukari, rapito nelle prime ore di domenica 29 ottobre 2023, nella sua residenza parrocchiale di St Ann's, Sarkin Kudu, ha riconquistato la libertà. È stato rilasciato dai suoi rapitori ieri, lunedì 30 ottobre 2023, nella tarda ora della giornata”. “Il vescovo della diocesi cattolica di Wukari, monsignor Mark M. Nzukwein, a nome dei sacerdoti, dei religiosi e dei laici della diocesi, ringrazia e apprezza tutti voi per le vostre preghiere e solidarietà in questo momento difficile nella vita della nostra giovane diocesi”.

Quella dei rapimenti a scopo di estorsione è diventata da tempo in Nigeria una vera e propria “industria”. A farne le spese sono cittadini comuni ma pure personale ecclesiastico, catturato nel corso di rapimenti stradali o come in questo caso, in veri e propri assalti, di solito notturni, a conventi e case parrocchiali. Proprio nello Stato di Taraba nei giorni scorsi il Vigilante Group of Nigeria (gruppo che assiste la polizia regolare nel combattere il crimine) ha arrestato 4 persone sospettate di fare parte di una bande dedita ai sequestri di persona.

È di pochi giorni fa l’incursione di una banda di pastori Fulani nel monastero benedettino di Eruku nello Stato di Kwara, nella Nigeria centro settentrionale con la cattura di un novizio, Godwin Eze, poi ucciso dai rapitori e di due postulanti, Anthony Eze e Peter Olarewaj, in seguito rilasciati. I due postulanti liberati hanno descritto le circostanze del loro rapimento. Il gruppo armato, descritto come una banda di pastori Fulani (da tempo gruppi di questa etnia si sono trasformati in veri e propri criminali che compiono sequestri a scopo di estorsione), ha assalito verso l’una della notte del 17 ottobre il dormitorio del noviziato del convento dove dormivano una decina di fratelli, tra novizi e postulanti.

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