mercoledì 14 marzo 2012
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Divorziare on line, senza mettere piede in tribunale. In Catalogna si può. In nome dello snellimento della burocrazia, la regione più secolarizzata della Spagna celebra come un «passo in avanti» ciò che pare un’ulteriore banalizzazione del processo di separazione (ormai sempre più raro) e del più frequente divorzio express (immediato). Il primo progetto pilota è stato realizzato nel municipio di Tarrasa e poi la novità è arrivata anche a Barcellona. Da due giorni nel capoluogo catalano gli avvocati civilisti che si occupano di divorzi sono obbligati a presentare via Web le richieste di mogli e mariti che vogliono dirsi definitivamente addio (se c’è consenso): tutta la documentazione deve essere inviata al sito e-justicia.cat. L’obiettivo – secondo le autorità catalane – è «modernizzare l’amministrazione della giustizia in Catalogna». Forse. Ma dietro a questi procedimenti asettici e virtuali ci sono migliaia di fratture familiari che rischiano di essere completamente dimenticate. Con un clic. Una delle leggi più polemiche dell’ex governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero è stato proprio il cosiddetto “divorzio express”. Quando c’è «accordo» fra i coniugi, per rompere del tutto e divorziare è necessaria solo una condizione: il matrimonio deve essere stato celebrato da «almeno» tre mesi. Lo scorso anno monsignor Juan Antonio Martinez Camino, segretario della Conferenza episcopale, sintetizzò la situazione spagnola con un paragone apparentemente paradossale, ma tristemente realistico: «Il matrimonio civile è un contratto molto più leggero rispetto a quello con una compagnia telefonica per un cellulare». In teoria è possibile sposarsi e divorziare quattro volte in un solo anno.
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