Ora Trump vuole dirci tutto sugli alieni
di Luca Miele
Dopo l'uscita di Barack Obama, il presidente Usa ha fatto sapere che divulgherà “i documenti governativi relativi alla vita extraterrestre e agli UFO”

Dopo un lungo inabissamento, stanno tornando gli alieni. Prima ci si è messo l’ex presidente americano Barack Obama che - in un'intervista con il conduttore del podcast Brian Tyler Cohen - si è lanciato in una serie di considerazioni sulle creature extraterrestri: "Sono reali, ma non li ho visti". Poi la frettolosa (ma parziale) retromarcia: l'ex presidente ha chiarito, in un post su Instagram, che si riferiva alla probabilità statistica che la vita esista su altri pianeti, data la vastità dell'universo. "Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza non ho visto alcuna prova che gli extraterrestri siano entrati in contatto con noi", ha detto ancora Obama. Insomma, sarebbero o potrebbero essere reali ma sono troppo lontani per sperare in qualche forma di contatto.
Un affronto per Donald Trump. Che, piccato dalla fuga in avanti di Obama, ha fatto sapere che darà istruzioni al Pentagono e ad altre agenzie federali di divulgare “i documenti governativi relativi alla vita extraterrestre e agli UFO”. "Visto l'enorme interesse dimostrato, darò istruzioni al Segretario alla Guerra e ad altri Dipartimenti e Agenzie competenti di avviare il processo di identificazione e divulgazione dei documenti governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (UAP) e agli oggetti volanti non identificati (UFO), e a qualsiasi altra informazione connessa a queste questioni altamente complesse, ma estremamente interessanti e importanti", ha dichiarato in un post su Truth Social. Non poteva mancare un rimbrotto per il suo predecessore: “ha fatto male a parlare così”, ha detto il tycoon.
A ben vedere, gli alieni non ci hanno mai abbandonato. Come ricorda la Cnn, in un'udienza alla Camera Usa del 2023, “tre veterani militari” avevano avvertito “che gli avvistamenti di UFO rappresentano un problema di sicurezza nazionale e che il governo è stato troppo reticente al riguardo”. La fervida immaginazione degli americani ha fatto il resto. Al Pentagono sono state indirizzate 1.652 segnalazioni di UFO fino al 2024. Lo stesso Pentagono smorzò però, sempre nel 2024, gli entusiasmi. Gli avvistamenti UFO? In realtà si trattava di test di aerei spia e tecnologie spaziali all'avanguardia. Scambiati appunto per creature provenienti dagli abissi (dello spazio).
Il grosso delle segnalazioni risale proprio agli anni ‘50 e ‘60, quando l’invasione degli alieni tracimò nell’immaginario pop: dai fumetti alla letteratura, passando per le canzoni ("The Purple People Eater" di Sheb Wooley rimase in cima alle classifiche per sei settimane nell'estate del 1958), per finire - in una vera e propria apoteosi - nel cinema. "Gli invasori spaziali", "Destinazione… Terra!", "Ultimatum alla Terra", "La guerra dei Mondi", fino a "L’invasione degli ultracorpi": tutta una successione di pellicole “celebrava” la processione, i travestimenti, gli arrembaggi, le infiltrazioni – fragorose o mimetiche - , le invasioni, appunto, degli alieni. Si trattava di trascrizioni di paure e di ferite e di colpe – la guerra nucleare, l’ossessione del nemico, la Guerra fredda - abilmente sfruttate dall’industria dello spettacolo, che finiva per alimentare la passione tutta americana per le apocalissi immaginarie. Lo studioso Mike Davis ha definito questa ansia da distruzione, che percorre come una gigantesca scossa elettrica la cultura popolare americana, un’“estasi funerea”.
È stato Steven Spielberg a interrompere (ma solo momentaneamente) la catena di “allegri olocausti”, introducendo, sugli schermi, il piccolo e deforme E.T.. Gli alieni non erano più cattivi, come mostrava la pellicola del 1982, ma solo brutti, abitati da un’immensa nostalgia per la loro di casa e capaci di grandi tenerezze (infatti E.T. andava d’amore e d’accordo con i bambini). Poi tornò la devastazione con "La guerra dei mondi" (2005), sempre di Spielberg, questa specie di mago dell’immaginario a stelle e strisce. C’è da scommettere però che questa “rimpatriata” degli alieni non avrà molta fortuna. L’orrore, quello reale, è già ogni giorno in mezzo a noi.
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